La Chirurgia

patologica risale ai primi anni 50. I pionieri in tal senso furono Kremen e Linner che nel 1954 pubblicarono un lavoro inerente ad un caso di bypass digiuno-ileale: in sostanza essi bypassarono gran parte dell'intestino tenue creando un'anastomosi tra il digiuno e la parte terminale del piccolo intestino. Queste prime esperienze furono certamente negative, non tanto in termini d'efficacia quanto in termini di complicanze, ma ciò spinse altri chirurghi alla ricerca di soluzioni altrettanto efficaci e allo stesso tempo non gravate da una morbilità superiore a quella già insita nell'obesità patologica. Da allora il panorama della chirurgia bariatrica ha espanso i propri orizzonti tramite un continuo rinnovarsi di proposte chirurgiche dai diversi presupposti fisiopatologici e con innumerevoli varianti tecniche, tant'è che oggi si conoscono più di quaranta metodiche diverse. Sino ad oggi nel mondo sono stati eseguiti circa 1.100.000 interventi per l'obesità di cui la gran parte negli USA. La chirurgia bariatrica è approdata in Italia nel 1973 ed attualmente vengono eseguiti circa 1100 interventi all'anno.

Il trattamento chirurgico dell’obesità consente di ottenere una riduzione della mortalità del 30-75% rispetto alla terapia dietetico comportamentale.

Gli interventi

E' possibile classificare gli interventi di chirurgia bariatrica in base al principio fisiopatologico ("meccanismo d'azione") che sottintendono. Si distinguono quindi le metodiche RESTRITTIVE gastriche, da quelle MALASSORBITIVE e da quelle che chiamiamo "miste" in cui coesistono entrambi i precedenti principi. Nelle metodiche restrittive, la riduzione dell'introito calorico è ottenuta riducendo il volume gastrico mediante la creazione di una piccola tasca prossimale che comunica con la restante parte dello stomaco attraverso un piccolo passaggio (neopiloro); quelle malassorbitive si basano sull'introduzione di una quota di malassorbimento intestinale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bypass bilio-intestinale

 

Gastroplastiche

 

Bendaggio Gastrico

 

Bypass Gastrico

 

Palloncino Intragastrico

 

Diversione Bilio-Pancreatica

 

Gastric Pacing

 

(collegamenti ipertestuali al sito ufficiale S.I.C.OB.)

 

 

 Apparato digerente: anatomia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Indicazioni al trattamento chirurgico


Uno degli scopi della Consensus Conference del National Institute of Health tenutasi a Bethesda nel 1991 era individuare i criteri principali d'indicazione al trattamento chirurgico dei pazienti obesi: fu stabilito che i pazienti con BMI superiore a 40 Kg/m2 sono potenziali candidati. Sono da includere anche i pazienti con BMI compreso fra 35 Kg/m2 e 40 Kg/m2 con associate condizioni morbose legate all'eccesso di peso che compromettono la qualità di vita (apnee ostruttive, sindrome di Pickwick ecc.). Oltre a questi fondamentali criteri di tipo quantitativo esistono dei criteri di tipo qualitativo da cui non si può prescindere: è
necessaria una disponibilità psicologica del soggetto a capire e ad accettare la natura e le conseguenze dell'intervento.Il protocollo di selezione dei pazienti idonei al trattamento chirurgico dell'obesità, accettato presso tutti i centri di chirurgia bariatrica, prevede i seguenti requisiti:

1) peso corporeo superiore al peso ideale di almeno il 50% nei maschi e l'80% nelle femmine;

2) età compresa fra 18 e 55 anni; tuttavia anche gli ultrasessantenni obesi, in cui spesso coesistono condizioni di interesse internistico e cardiologico, possono trarre beneficio dalla chirurgia bariatrica;

3) obesità di tipo esogeno (che non sia secondaria a malattie specifiche);

4) fallimento dei pregressi trattamenti igienico-dietetici farmacologici.

Successivamente all'accertamento dell'esistenza delle indicazioni all'intervento, il paziente obeso viene sottoposto a vari esami e visite specialistiche secondo un protocollo, mentre la scelta di un determinato intervento è basata sulla valutazione quantitativa del sovrappeso, e quindi sul grado di obesità, sul tipo di atteggiamento alimentare del paziente, sull'età e sulle patologie internistiche associate.



 

La chirurgia bariatrica a Bologna

 

Presso la U.O. Chirurgia Generale - Cola dell'Azienda Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna è attiva un’ Unità Operativa Semplice di Terapia Chirurgica della Obesità Patologica.

 

Dal Gennaio 1991viene eseguita la Gastroplastica Verticale secondo Mason, dal 1996 il Bypass Gastrico ad ansa lunga secondo Brolin e dal 2002 il Bypass Gastrico su Gastroplastica Verticale; da allora e sino alla fine del 2009 sono stati eseguiti circa

 

1600 interventi di chirurgia dell'obesità.

 

La chirurgia bariatrica si pone come obiettivo il trattamento e la prevenzione di quelle patologie associate all'obesità che diminuiscono la spettanza di vita del paziente obeso o comunque ne condizionano gravemente la qualità di vita. In un campo della chirurgia in cui esistono numerosi tipi di intervento, ciascuno caratterizzato da complicanze specifiche e spesso diversi per efficacia terapeutica, la scelta di adottare una particolare procedura non può prescindere da una attenta valutazione del rapporto rischio-beneficio. In tal senso la tecnica chirurgica da adottare dovrebbe essere quella che più si avvicina all'obiettivo di un intervento ideale. Questo deve essere inteso come l'intervento che determina una riduzione ponderale soddisfacente e il suo mantenimento a distanza, che garantisca una buona qualità di vita, che presenti una assenza di effetti collaterali significativi e di complicanze, che sia applicabile a tutti i pazienti, di semplice esecuzione tecnica e semplice follow-up.

 

Non esiste la chirurgia dell'obesità ma esiste la chirurgia dell'obeso.


Dal Gennaio 1996 viene eseguito il follow-up dei pazienti operati con valutazione a 3 mesi, a 6 mesi, a 1 anno dall'intervento e poi annualmente. Questo monitoraggio costante ci permette di verificare l'efficacia a distanza dell'atto operatorio, il miglioramento della qualità della vita legato sia alla perdita del peso sia alla progressiva diminuzione - scomparsa delle patologie collaterali, ove presenti. Nel contempo ci consente di evidenziare precocemente alterazioni del comportamento alimentare legate a mal gestione nell'assunzione dei cibi e, ove presenti, complicanze legate a deiscenza della gastroplastica Raggiunto e mantenuto il peso desiderato, su espresso desiderio del paziente e laddove sia necessario (ventre pendulo) possiamo eseguire l'intervento chirurgico di addominoplastica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

U.O. CHIRURGIA GENERALE COLA

DIPARTIMENTO DELLE EMERGENZE-URGENZE, CHIRURGIA GENERALE E DEI TRAPIANTI

Unità Operativa Semplice e Centro Studi di Terapia Chirurgica dell’Obesità Patologica

Resp. Dott Stefano Cariani

1. ESOFAGO

2. STOMACO

3. CARDIAS

4. PILORO

5. GRANDE CURVA

6. PRIMA PORZIONE DUODENO

7. SECONDA PORZIONE DUODENALE

8. ANSA DIGIUNALE

9. ANSA ILEALE

10. CIECO

11. APPENDICE

12. COLON ASCENDENTE

13. FLESSURA EPATICA

14. COLON TRASVERSO

15. FLESSURA SPLENICA

16. COLON DISCENDENTE

17. COLON SIGMOIDEO

18. AMPOLLA RETTALE

19. SFINTERE ANALE

1. ESOFAGO

2. CARDIAS

3. ANGOLO DI HIS

4. FONDO

5. CORPO GASTRICO

6. ANTRO GASTRICO

7. PILORO

8. DUODENO

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