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25 Novembre - Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Notizie dal Policlinico
25 Novembre 2020
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Nella Giornata simbolo, il Policlinico è vicino a tutte le donne: lo è oggi come lo è ogni giorno con l'attività che i professionisti dell'ospedale compiono quotidianamente a sostegno delle donne e della loro salute: dalla prevenzione, alla cura, alla denuncia degli atti di violenza. Per dire NO a ogni forma di violenza fisica e psicologica, perché la violenza contro le donne è una piaga che riguarda tutta la società civile.

Lo fa con un Pool tutto al femminile che si impegna nella formazione degli operatori sanitari sulla violenza di genere, che vede i servizi di emergenza e la rete dei servizi territoriali coordinarsi per migliorare l'accoglienza delle donne che subiscono violenza e dei loro figli in merito alla violenza assistita. Il pool - costituito da professioniste delle strutture di Pronto Soccorso ostetrico-ginecologico e OBI, di Pediatria d’urgenza, Pronto soccorso pediatrico e OBI e di Pronto Soccorso generale e medicina d’urgenza - è al lavoro per attivare una procedura dedicata all'accoglienza e all'assistenza della donna vittima di violenza, a partire dai 14 anni di età, e sostiene il contrasto alla violenza contro le donne attraverso la consapevolezza degli operatori e la promozione di una cultura del rispetto tra i generi che deve andare oltre le mura di casa. Formare i professionisti significa infatti aprire nuove prospettive di azione, dal riconoscimento della donna vittima di violenza, alla presa in carico e all'assistenza sanitaria estesa anche ai suoi figli, fino all’affidamento alla rete territoriale dei centri di assistenza dedicati, con il delicato coinvolgimento dell’Autorità giudiziaria, nel totale rispetto della sua libertà. Poiché le donne sanno che scegliere di consegnare le proprie storie ai professionisti della salute significa dare il via ad un percorso comunque difficile e doloroso (come ogni liberazione dall’oppressione lo è) è fondamentale che la formazione sia dedicata ed estesa a tutte le figure coinvolte nel percorso. Grazia Pecorelli, uno dei medici che fa parte di questo pool e che lavora al Pronto Soccorso Generale, racconta a Repubblica Bologna le storie di donne vittime di violenza che arrivano alla struttura d’emergenza.

Anche la testimonianza pubblicata nell’inserto “Le Storie - Speciale” sul Carlino Bologna di Antonella Gramantieri - coordinatrice infermieristica di Terapia Intensiva -  parla di rispetto in corsia e a casa per educare alla non violenza. Nell’intervista la donna racconta quanto anche la violenza psicologica, subita da una sua collega infermiera, debba essere denunciata e le vittime di essa sostenute.

Infine gli scatti fotografici simbolici, dentro e fuori l'ospedale, degli operatori del Padiglione 4 - Ostetricia e Ginecologia del Policlinico, il Padiglione "della Donna", per ribadire con forza il messaggio contro ogni tipo di molestia e sopruso, e il video #dalla stessa parte.

Il video è nato dall’idea di due donne medico, una pediatra della Pediatria d’Urgenza del Policlinico e una neo laureata, con l’aiuto e il coinvolgimento dei suoi amici-compagni del corso di Medicina e Chirurgia e dall’occasione di partecipare ad un concorso di idee “Donne e resilienza” proposto da FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) BPW ITALY, associazione impegnata nella diffusione della cultura del rispetto delle differenze di genere. Il messaggio che si vuole trasmettere è quello di cambiare punto di vista: la violenza di genere non è un problema che riguarda solo alcune donne, oggetto di fatti di cronaca, è più diffuso e nascosto di quanto si possa pensare. Ognuno di noi può e deve esserne coinvolto: in quanto medici o operatori sanitari per rilevarla nelle pazienti; in quanto uomini, riconoscendo in se stessi comportamenti che potrebbero essere lesivi o denigratori nei riguardi della donna/bambina; in quanto donne, offrendo ascolto a chi cerca aiuto anche senza avere la capacità di chiederlo, perché il confronto e la condivisione è il primo momento della consapevolezza e quindi anche della possibilità di cambiamento. E, come dicono in coro i protagonisti del video “Tutti dalla stessa parte affinché dall’altra non vi sia più nessuno da combattere”.