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"L'alimentazione? Al Sant’Orsola lavoriamo perché sia un alleato strategico nella cura"

Notizie dal Policlinico
28 Luglio 2019
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“Nella letteratura scientifica sta crescendo la consapevolezza dell'importanza della dieta nella cura dei pazienti affetti da tumore. Una recente statistica condotta su degenti in cura al Karolinska Institute mostra che una dieta appropriata subito dopo l'intervento accelera i tempi di guarigione e determina un risparmio nelle spese di gestione del paziente”.

 

Lo racconta un servizio del numero in edicola di Panorama. Che spiega come il Policlinico di Sant’Orsola sia tra i tre ospedali più attenti a questi aspetti oggi in Italia. “Mentre gran parte degli ospedali compra menù già confezionati e uguali per tutti i pazienti – spiega Marco Storchi, direttore dei Servizi di supporto alla persona– noi abbiamo mantenuto le cucine sotto il nostro controllo e abbiamo lanciato il progetto ‘Crunch’ per unire cucina, ristorazione e nutrizione. Un team di dietisti e cuochi, coordinato da un nutrizionista esperto in collaborazione con la Dietetica Clinica e i medici delle diverse Unità Operative, provvede al miglioramento della dieta del paziente agendo sulla componente nutrizionale, sul gusto del piatto e sull’innovazione delle ricette”. 

 

“Per i pazienti oncologici – racconta Storchi nel servizio di Panorama – abbiamo ridotto gli alimenti di origine animale a favore dei vegetali e dei legumi.  Abbiamo inoltre realizzato alcuni studi interni, per esempio uno riguardante i pazienti disfagici, cioè che hanno difficoltà a deglutire, tra i quali vi sono anche pazienti affetti da tumore. Questi pazienti, che hanno caratteristiche di particolare fragilità, sono costretti a nutrirsi di cibi frullati o morbidi e, a causa di ciò, spesso non riescono a mangiare le stesse quantità degli altri, motivo per il quale sono spesso a rischio malnutrizione. Noi non ci limitiamo a frullare il pasto, come fanno molti ospedali, ma abbiamo reingegnerizzato il processo produttivo per offrire contenuti nutrizionali e apporti calorici in linea con i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN) anche a fronte di minori quantità. Alimentare i pazienti disfagici in modo corretto significa accelerare il loro processo di guarigione”.

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