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Campagna di vaccinazione Covid19

Notizie dal Policlinico
16 Marzo 2021
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In Emilia Romagna chi rientra nella categoria degli “estremamente vulnerabili” per patologie specifiche, potrà vaccinarsi. Al Policlinico si parte con i dializzati.

Ai pazienti dializzati delle Unità Operative di Nefrologia, Dialisi e Trapianto diretta dal prof. Gaetano La Manna e di Nefrologia, Dialisi ed Ipertensione - diretta dalla dott.ssa Elena Mancini, somministrate le prime dosi di vaccino.

I pazienti italiani in dialisi sono oltre 40.000 e di questi quasi 500 sono residenti a Bologna. La popolazione dializzata è certamente ad alto rischio infettivo, e spesso presenta fragilità aggiuntive  legate a tante altre problematiche come malattie cardiovascolari e diabete.

"È una popolazione che si è voluto vaccinare quanto prima possibile, anche grazie ai tanti operatori infermieristici e medici nefrologi in tutto il territorio di Bologna; entro la settimana tutti i nostri pazienti potranno essere vaccinati con la prima dose - dichiara il prof. La Manna -. La popolazione in dialisi ha pagato un prezzo alto: 93 positivizzazioni in questo anno, con una mortalità del 20% nella nostra zona. Seppure il dato sia migliore rispetto ai dati internazionali che collocano il rischio di mortalità attorno al 30%, si tratta pur sempre di un rischio molto elevato e che destava molta preoccupazione. In questo momento positivo in cui raggiungiamo il risultato di vaccinare i tanti pazienti in dialisi - continua il professore - voglio comunque ricordare i pazienti in dialisi che hanno perso la vita e le loro famiglie, così come i molti che sono stati curati con successo in questo anno grazie a una organizzazione precisa e puntuale che ha visto la realizzazione di Unità di Dialisi COVID dove curarli separatamente, in modo da contrastare la diffusione del virus e così essere quanto più efficaci possibile nella cura. La vaccinazione dei pazienti in dialisi è un primo passo per tutte le popolazioni nefropatiche e proseguiremo da subito con i trapiantati e con tutti gli altri pazienti che effettuano trattamenti immunosoppressivi. Sono certo che questo porterà quella tranquillità nelle famiglie che è importante poter raggiungere quando si è coinvolti in contesti così delicati come quello della dialisi e del trapianto".