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Giornata Mondiale dell'Alzheimer

Notizie dal Policlinico
21 Settembre 2020
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Il 21 Settembre è la Giornata Mondiale dell'Alzheimer, malattia che colpisce circa 40 milioni di persone nel mondo e un milione di persone in Italia, per la maggior parte over 60. La malattia aumenta con l’età e dopo gli 80 anni, colpisce 1 anziano su 4.

Questi numeri sono destinati a crescere a causa del progressivo aumento della durata della vita, con un raddoppio dei casi ogni 20 anni. Nella Regione Emilia Romagna, secondo dati riferiti al 2018, le persone assistite per demenza erano circa 80.000 con prevalenza di casi con età superiore ai 65 anni.  In relazione a questo andamento demografico il Ministero della Salute e le Regioni hanno indicato la necessità di creare una rete dei servizi dedicati alle persone con demenza.

In Emilia-Romagna ogni area territoriale ha sviluppato a livello locale un'organizzazione della rete che prevede Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) e tutti i servizi diagnostici ed assistenziali di cui può avere necessità il paziente e la sua famiglia nel percorso di cura.

Nella città di Bologna il Percorso Diagnostico Terapeutico Interaziendale per le demenze, frutto di un lavoro integrato tra l’Azienda USL di Bologna e l'Azienda Ospedaliero Universitaria è stato completato alla fine del 2019.  Alla stesura hanno partecipato le principali figure professionali coinvolte nella diagnosi, cura e assistenza dei pazienti con demenza in tutte le fasi della malattia che ha un andamento progressivo ed invalidante e richiede interventi molteplici differenziati di tipo sanitario e socio assistenziale.

 A seguito dello sviluppo della pandemia da Covid-19, le misure di sicurezza hanno imposto la chiusura delle attività di alcuni servizi sanitari, dei Centri Diurni, dei Centri in cui venivano svolte attività di stimolazione cognitiva e l'accesso alle CRA è stato bloccato per motivi di sicurezza.

 Anche il Centro dei Disturbi Cognitivi e Demenze  (CDCD) del Policlinico Sant’Orsola , come gli altri dell’area bolognese, ha dovuto chiudere l’attività ambulatoriale ordinaria, ma ha messo a disposizione dei pazienti la possibilità  di effettuare visite in urgenza, eseguite secondo i protocolli di sicurezza delle regole COVID per andare incontro alle esigenze delle persone con demenza  confinate  a domicilio e dei loro familiari in una fase difficile in cui non era possibile accedere ad altri servizi di base.

In totale sono state svolte 88 visite d’urgenza delle quali 69 per pazienti già seguiti dal Centro e 17 per pazienti che non si erano mai rivolti al Centro.  I pazienti noti al servizio visitati in urgenza durante il lockdown presentavano un peggioramento delle funzioni cognitive e un aggravamento dei disturbi comportamentali come apatia e depressione. Questo dato, registratosi in una situazione di isolamento sociale del tutto nuova, rappresenta una conferma dell’importanza dei fattori ambientali sull’evoluzione naturale della patologia.

Oltre alle visite, il Punto di Ascolto telefonico del Centro, che è sempre rimasto attivo in tutto il periodo di chiusura ambulatoriale, attraverso le telefonate e le mail ha rappresentato un riferimento per i familiari dei pazienti nuovi e di quelli già seguiti: le mail nel solo periodo del lockdown sono state 626 contro le 560 eseguite in tutto l’anno precedente.

Le attività di incontro con i familiari caregiver per la formazione sulla gestione deisintomi cognitivi e comportamentali non si sono ovviamente svolte in questi mesi per motivi di sicurezza e si sta pensando di  organizzare a breve incontri a piccoli gruppi  attraverso videochiamate  per cercare di aiutare e fornire indicazioni partiche nella gestione della malattia alle famiglie che a causa della pandemia non possono ricorrere ai servizi domiciliari o territoriali come il  Centro Diurno.

Per informazioni:

http://www.aosp.bo.it/content/centro-disturbi-cognitivi-e-delle-demenze