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Il Neonato e il Dolore: corso teorico-pratico per imparare a riconoscerlo e valutarlo

Eventi
5 Ottobre 2006

"L’adulto possiede 144 parole per descrivere il dolore" , citavano 2 anestesisti agli inizi degli anni ’70; il neonato non possiede invece alcuna parola e comunica la sua sofferenza attraverso segnali corporei che comprendono espressioni del volto, movimenti degli arti, variazioni del ritmo del respiro e del battito cardiaco. Risale solo a 20 anni fa l’idea che il neonato non avesse la maturità anatomica e funzionale per percepire o ricordare il dolore. Questa erronea convinzione è stata ormai definitivamente superata: rimane il problema, in ambito clinico, di imparare a riconoscere i segnali di sofferenza del neonato, soprattutto quello prematuro e malato ricoverato nelle Terapie Intensive Neonatali. Essere in grado di decodificare e quantificare i messaggi di dolore e stress che il neonato invia, permette ai medici e agli infermieri di svolgere il loro delicato compito di ‘cura’, liberando il neonato dalla sofferenza dell’incomunicabilità e gli operatori da un profondo senso di frustrazione.

Recentemente sono stati sviluppati numerosi strumenti per misurare il dolore neonatale, chiamati scale del dolore o algometriche, ma il loro impiego è stato limitato per lo più all’ambito della ricerca. E’ necessario oggi tradurre la ricerca in pratica clinica visti i rischi a breve e lungo termine connessi alle precoci esperienze dolorose. Occorre pertanto favorire l’implementazione nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale di valide scale algometriche.

Con questi scopi l’Unità Operativa di Neonatologia-Prof. Faldella dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e L’Associazione Il Cucciolo - Associazione in Bologna dei Genitori dei Bambini nati pretermine - hanno promosso il Corso Teorico-Pratico “Impiego delle scale per la valutazione del dolore nel neonato”. Il corso, uno fra i primi in Italia, in programma oggi, si propone di formare medici e infermieri all’utilizzo di scale per la valutazione del dolore neonatale acuto e cronico e di inserire il “punteggio del dolore” tra i parametri quotidianamente inseriti nella cartella dei piccoli pazienti e su cui basare terapie analgesiche adeguate.