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Il Sant’Orsola: centro di riferimento regionale per la cura dell’endometriosi

Notizie dal Policlinico
22 Ottobre 2019
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Dopo un’esperienza trentennale, al Sant’Orsola, il Centro dedicato all’endometriosi taglia un importante traguardo: diventa centro di riferimento regionale. “Un risultato che per noi e per la Regione – la prima in Italia ad avere un percorso dedicato – è fonte di orgoglio, ma al tempo stesso stimolo di ulteriore crescita” ha spiegato il professor Renato Seracchioli, direttore del Centro in occasione del convegno - “Endometriosi: focus sulla paziente. La rivoluzione Emilia-Romagna - diagnosi, percorsi, tutele” - organizzato sabato in Regione dall’Associazione progetto endometriosi (Ape) onlus.

 “Il Policlinico, oltre alla funzione di coordinamento avrà infatti l’importante responsabilità di fare informazione e formazione a pazienti e professionisti, garantendo le medesime cure ed una migliore qualità di vita per tutte le donne che soffrono di questa patologia”. Proprio oggi sono iniziati gli incontri di formazione aperti a professionisti di altre aziende sanitarie (https://www.e-llaber.it/).

 

La malattia

L’endometriosi è una malattia complessa, dolorosa, invalidante, che non sempre viene diagnosticata in tempi rapidi, e che può avere forti ripercussioni sulla vita personale, lavorativa e familiare di chi ne è affetta. È una patologia che in Europa, secondo le stime, interessa circa il 10% della popolazione femminile in età fertile, e in Italia riguarda quasi 3 milioni di donne.

La malattia ha un andamento cronico, progressivo e recidivante, che coinvolge globalmente la salute della donna in età fertile; si caratterizza per la presenza di endometrio (il tessuto che normalmente riveste la superficie interna dell’utero) in zona “anomala”, e può interessare la donna già alla prima mestruazione. Oltre alla sintomatologia dolorosa e all’infertilità, la malattia determina spesso effetti psicofisici che possono essere invalidanti. Da gennaio 2017, l’endometriosi “severa” è stata inserita nei LEA, i Livelli essenziali di assistenza, risultando quindi tra le malattie croniche esenti dalla partecipazione al costo delle prestazioni. 

L’Emilia-Romagna è tra le prime Regioni in Italia, a introdurre – sia per i medici che per le pazienti – un percorso dedicato all’endometriosi, attraverso la definizione di Percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali (Pdta) standardizzati.

 

Il nuovo modello clinico-organizzativo regionale

Favorire la presa in carico precoce della paziente e la prevenzione delle complicanze; garantire la gestione “multidisciplinare” del caso, l’accessibilità al livello di assistenza più appropriato in relazione al quadro clinico, calibrare il tipo e la necessità di intervento chirurgico, assicurare la centralizzazione degli interventi più complessi nei centri regionali con maggiore esperienza; monitorare i livelli di qualità delle cure e collaborare attivamente con le associazioni delle pazienti in modo da garantire uno scambio di informazioni costante.

Sono questi, in sintesi, gli obiettivi che la Regione vuole raggiungere, lavorando assieme alle Aziende sanitarie e alle Associazioni per la messa a punto di una rete e di un percorso assistenziale uniforme su tutto il territorio, anche attraverso specifiche attività di ricerca e formazione e l’introduzione delle innovazioni terapeutiche. Tra le principali finalità, quella di contrastare il ritardo diagnostico, che ha conseguenze importanti sulla progressione della malattia, sulla sfiducia della paziente e sulla sua esposizione a trattamenti inappropriati.

In allegato una scheda informativa sull’endometriosi realizzata per l’evento di sabato dall’Associazione progetto endometriosi (Ape) onlus.

Guarda l'intervista realizzata in occasione dell'evento in Regione

In allegatoDimensione
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