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Istituzione del Direttore assistenziale, via libera dalla Giunta regionale al progetto di legge

Notizie dal Policlinico
27 Luglio 2021
proposta legge

Ora la proposta passa all'esame dell'Assemblea legislativa. La nuova figura, chiamata a garantire il governo delle professioni assistenziali nelle Aziende sanitarie locali, parteciperà alla definizione delle strategie, formalizzando un'attività che di fatto è già prassi quotidiana.

Donini: "Rispettiamo un impegno preso da tempo. Un'opportunità che diamo alle Aziende sanitarie per valorizzare tutte le professioni sanitarie e qualificare ulteriormente la capacità di risposta a beneficio dei cittadini"

Il contributo di tutte le competenze per una sanità ancora migliore. Con l’approvazione di una progetto di legge regionale durante la seduta di oggi, la Giunta formalizza la proposta di  introduzione della figura del Direttore assistenziale, un ruolo di vertice che la Direzione generale delle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna potrà nominare con l’incarico di partecipare alla definizione delle strategie aziendali, assicurando la maggiore integrazione di diverse figure professionali - tra cui infermieri, ostetrici, tecnici della riabilitazione e della prevenzione - per promuoverne lo sviluppo e il rafforzamento delle risorse disponibili umane e organizzative. Con l’obiettivo di qualificare ulteriormente i servizi di cura e assistenza e le prestazioni del servizio sanitario regionale.

La decisione arriva dopo un confronto con tutti i soggetti interessati in corso da oltre un anno. La modifica normativa punta a una maggiore integrazione e responsabilizzazione di tutte le professioni sanitarie, senza intaccare la funzione di sintesi in capo alle direzioni sanitarie. Il provvedimento, che modifica l’articolo 3, comma 5, della legge regionale 23 dicembre 2004 n. 29 “Organizzazione e finanziamento delle Aziende sanitarie”, passa ora all’esame dell’Assemblea legislativa per il varo definitivo.

In uno scenario sanitario in continua e rapida evoluzione che richiede, anche con adeguamenti delle strutture organizzative, risposte capaci di migliorare costantemente la qualità dei servizi, l’appropriatezza dei percorsi diagnostici e terapeutici, oltre all’indispensabile attenzione alla gestione ottimale delle risorse, la proposta di legge regionale guarda da un lato alla valorizzazione delle risorse professionali, e dall’altro ad un’organizzazione il più efficiente ed efficace possibile. E lo fa in maniera coerente con le indicazioni già tracciate dalla normativa statale, che con la legge 190 del 2014, ferme restando le competenze dei laureati in medicina e chirurgia in materia di atti complessi e specialistici, individua la possibilità di definire ruoli, competenze, relazioni professionali e responsabilità individuali e di équipe delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, tecniche della riabilitazione e della prevenzione.

Con il via libera in Giunta, rispettiamo un impegno che avevamo preso da tempo- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Riteniamo questa misura indispensabile per adeguarsi a una realtà che cambia molto velocemente. Non a caso, su 12 aziende sanitarie regionali, seppure con denominazioni diverse, cinque prevedono già tale figura come parte della componente strategica, altre quattro la richiamano nel coinvolgimento della definizione delle linee strategiche aziendali. Nel rispetto dell’autonomia delle Ausl, con questa norma offriamo loro la possibilità di istituzionalizzare tale situazione. Le professioni sanitarie- prosegue- si sono specializzate, hanno raggiunto maggiore responsabilità e autonomia professionale e decisionale: in questa logica il direttore assistenziale contribuirà alla loro gestione, valorizzandole e integrandole al meglio in un sistema sempre più complesso. Al tempo stesso garantirà a ciascuno l’esercizio delle proprie responsabilità, senza che in capo alle attuali direzioni sanitarie venga tolta la funzione di sintesi dei processi clinico-sanitari. Una proposta- chiude Donini- attesa da anni dal territorio, che riconosce nuovi diritti senza togliere ad altri quelli esistenti