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Medaglia d'argento alle prime olimpiadi italiane di Pediatria d'Urgenza per gli specializzandi dell'Alma Mater

Notizie dal Policlinico
14 Giugno 2017
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Dopo quattro giorni di sfide a eliminazione, tra un massaggio toracico e una diagnosi delicata, l’Università di Bologna ha conquistato la medaglia d’argento dei Pediatric Simulation Games. Il team di specializzandi dell’Unibo si è infatti guadagnato il secondo posto alle prime olimpiadi italiane di pediatria organizzate dalla Simeup (Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica) a Roma dall’8 all’11 giugno. E, commentano i membri del team che ha partecipato al torneo, «abbiamo sfiorato la vittoria. I giudici sono stati molto indecisi e hanno dovuto rivedere i filmati della finale più e più volte».

Ai Giochi hanno partecipato 34 squadre provenienti dagli atenei di tutt’Italia, per un totale di oltre 250 specializzandi. Proprio come in un torneo di calcio, i team si sono affrontati in sfide dirette a eliminazione con una giuria internazionale formata da esperti arrivati da alcuni dei centri ospedalieri più importanti degli Stati Uniti. Le squadre di rianimazione - due per volta - hanno quindi dovuto cimentarsi su uno stesso caso clinico in sale operatorie attrezzate con tutti gli strumenti necessari. Solo l’emergenza e il bambino erano simulati, grazie ad un sofisticato manichino in grado di chiudere gli occhi e di muovere il torace e di riprodurre alcune delle situazioni più rischiose (da un pneumotorace iperteso allo shock emorragico) .

Insomma, una sfida piuttosto impegnativa. Tanto che, per prepararsi al meglio, il team di specializzandi dell’Università di Bologna si è “allenato” per tre mesi. «Abbiamo studiato molto la teoria e ci siamo esercitati anche con diverse simulazioni», spiega Francesca Visciotti, studentessa di Pediatria al quarto anno e coordinatrice del gruppo. «A quanto pare si sono preparati bene - commenta soddisfatto Giacomo Faldella, direttore del Dipartimento materno infantile - visto che sono arrivati fino alla finale. È evidente che tale risultato è stato possibile anche per la disponibilità del laboratorio di simulazione realizzato grazie alla collaborazione dell’Associazione Pollicino, a cui va ancora una volta il nostro ringraziamento». Il team dell’Unibo - composto, oltre  che dalla stessa Visciotti, anche da Chiara De Mutiis, Diego Rinaldini, Valentina Piccinno, Francesca Vendemini, Chiara Pula, Anna Malavotti e Morena De Angelis e preparato dalle dottoresse Ilaria Corsini e Sara Forti, oltre che dalle infermiere Emanuela Bruno e Chiara Tullini- ha infatti eliminato i gruppi di Bari, di Siena, della Statale e della Bicocca di Milano, per poi affrontare in finale l’Università di Firenze (che alla fine si è aggiudicata la medaglia d’oro).

Un traguardo che ha comunque fatto felici gli otto specializzandi e, con loro, tutto il reparto di Pediatria del Policlinico di Sant’Orsola. «È stata una grande soddisfazione - racconta Rinaldini - dopo i mesi di preparazione siamo arrivati a Roma un po’ emozionati, e ovviamente man mano che andavamo avanti l’adrenalina è cresciuta». Un’esperienza davvero bella e formativa, gli fa eco De Angelis, «perché con il passare del tempo siamo riusciti a migliorare e ad affinare il lavoro di squadra. E questo è stato possibile anche grazie al confronto con i giudici americani, molto “didattici”, che hanno messo in luce gli aspetti positivi più che quelli negativi e ci hanno esortato a migliorare anche prendendo spunto dai nostri errori. Non vediamo l’ora di ritornarci il prossimo anno».