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Midollo osseo Emilia-Romagna prima per nuovi donatori

15 Settembre 2017

Gli iscritti emiliano-romagnoli nel registro nazionale dei potenziali donatori sono 49.398 (dato 31 dicembre 2016) su un totale nazionale pari a 380.594. Nel 2016 i nuovi iscritti sono stati 5.050, una cifra analoga a quella registrata nell’anno precedente (5.090) ma tripla a quella registrata cinque anni fa (nel 2012 erano stati 1.714) e pari ad oltre il 20% del totale nazionale.

 

 Nuovi iscritti
2016
5050
20155090
20144580
20131945
20121714
20111205


Questa crescita è stata dovuta al grande impegno di ADMO Emilia-Romagna, che ha sviluppato una rete dinamica e capillare. Oggi può contare su 6 collaboratori retribuiti nelle sedi di Parma, Modena, Bologna (2), Forlì, Cesena; 2 sanitari retribuiti e 102 volontari sanitari accreditati attraverso appositi corsi di formazione; 750 volontari attivi; 20 giovani in Servizio civile; 2 stagisti universitari e 10 negli Istituti superiori.

Proprio nelle scuole superiori ADMO Emilia-Romagna realizza una fortissima azione di sensibilizzazione. Nel 2016 sono stati realizzati così 206 incontri in 126 diversi istituti che hanno coinvolto 760 classi ed oltre 16.000 studenti. Numerosi gli incontri di sensibilizzazione svolti anche all’interno delle Università a Bologna, Reggio Emilia, Ferrara, Faenza e Forlì.

Questo attivismo ha permesso un’ulteriore abbassamento dell’età media dei potenziali donatori, che al 31/12/2016 in due casi su tre (62%) hanno meno di 25 anni e solo nel 4% più di 36. Nei primi mesi del 2017 si è avuta un’ulteriore crescita e oggi la percentuale degli under 25 sfiora l’80%.



Questi risultati sono stati resi possibili snellendo le procedure per la tipizzazione (‘mappatura’ del potenziale donatore per verificarne la compatibilità con chi necessita di un trapianto) attraverso due scelte. D’intesa con la Regione sono stati, infatti, progressivamente concentrati gli esami nel laboratorio del Sant’Orsola, che si è fatto carico anche di parte delle liste d’attesa degli altri Centri, tagliando sia i tempi sia i costi per ogni singolo test.

La centralizzazione ha favorito anche un investimento sulla tipologia di tipizzazione: quelle ‘ad alta risoluzione’, che meglio possono permettere un’efficace incrocio tra malato bisognoso di trapianto e potenziale donatore, sono passate dal 15% del 2014 al 35% dell’agosto 2017, contro una media ferma a livello nazionale al 27%.

ADMO ha parallelamente introdotto i kit per realizzare la tipizzazione attraverso il prelievo salivare, snellendo le procedure che altrimenti richiedono un prelievo del sangue. Entrano nel registro attraverso questa nuova modalità, avviata nel 2013 e proseguita a spese dell’associazione, ormai ben il 78% dei nuovi potenziali volontari.

 

In questi anni è conseguentemente cresciuto anche il numero dei donatori effettivi, coloro cioè che essendosi iscritti nel registro vengono individuati come donatori potenzialmente compatibili con un paziente che in qualsiasi parte del mondo necessita di un trapianto e che, se gli approfondimenti danno esito positivo, vengono chiamati per effettuare la donazione. I donatori effettivi sono quasi raddoppiati nel 2016, passando da 18 a 33 (su 148 in tutta Italia).

 Donatori
effettivi
201633
201518
20149
201317
201216
201114

La maggior parte dei trapianti di cellule staminali emopoietiche sono autologhi (circa il 75%), cioè con cellule provenienti dal paziente stesso. Quelli allogenici possono coinvolgere consanguinei o estranei, che vengono trovati appunto attraverso il Registro dei donatori volontari.

Il registro dei potenziali donatori è mondiale, ma per i pazienti italiani rimane importante che aumenti sempre più il numero dei connazionali donatori. La compatibilità non è mai assoluta ma si misura su una scala che può avere fino a 10 punti. La possibilità che il patrimonio genetico coincida 10 punti su 10 è massima quando donatore e ricevente provengono da una stessa area geografica e questo incide fortemente sulle possibilità di successo del trapianto: la sopravvivenza scende del 10-15% ogni volta che si perde 1 punto lungo la scala della compatibilità genetica.

L’Ematologia Seragnoli del Sant’Orsola è il secondo centro italiano per numero di trapianti allogenici realizzati nel 2016, con 46 interventi. Seguono il centro di Parma con 22, Modena con 19, Piacenza con 13, L’Oncoematologia pediatrica del Sant’Orsola con 11 e Reggio Emilia con 6. Esistono poi altri 5 centri sempre in Emilia-Romagna che si limitano ad eseguire trapianti autologhi. Nel 2016 complessivamente i trapianti allogenici sono stati in regione 117, mentre quelli autologhi 350.