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Ricordo del Prof. Cesare Maltoni

Eventi
29 Settembre 2009
Targa in ricordo del Prof. Maltoni

Martedì 29 settembre presso il Padiglione "Addarii" si è svolta una Cerimonia in ricordo del Prof. Cesare Maltoni durante la quale è stata scoperta una targa in Suo ricordo.

Il Dott. Giuseppe Paladini ha presentato l'opera e l'attività del Prof. Maltoni ricordando i 35 anni di primariato in oncologia presso l'Istituto "F. Addarii" del Policlinico S.Orsola-Malpighi. Un ricordo pieno di stima e di prestigioso rilievo lo ha formulato anche il Prof. Franco Walter Grigioni, Direttore del Dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina di Laboratorio.
Al termine della Cerimonia il Dott. Giuseppe Paladini, che a fine mese lascerà il servizio per pensionamento, è stato salutato con affetto sincero da tutti i presenti e suoi collaboratori; il Direttore Generale, Dott. Augusto Cavina, ha ringraziato il Dott. Paladini per l'impegno profuso in tanti anni per la sua competenza e professionalità e il Prof. Grigioni ha sottolineato la piena e proficua collaborazione che in tanti anni è stata portata avanti in un clima di serenità e rispetto reciproco. Il Dott. Cavina ha poi presentato il Dott. Claudio Zamagni il quale subentrerà nella direzione dell'U.O. di Oncologia dopo il Dott. Paladini.

Il ricordo di Cesare Maltoni

Sarebbe estremamente riduttivo parlare solo della sua attività ospedaliera per un personaggio di livello internazionale come Maltoni, che deve essere considerato protagonista assoluto e parte integrante della storia dell'oncologia a Bologna, in Italia e nel mondo.
Prima di entrare nel merito della sua fertile e instancabile attività, il Dott. Paladini ha esposto qualche nota storica riguardante l'oncologia bolognese, su quando e come essa è nata e come, poi, si è sviluppata.

Cenni storici

La costruzione dell'attuale Istituto F. Addarii iniziò nel 1956 e fu inaugurato nel 1958 con il nome di Consultorio di Previdenza Oncologica dove ogni anno venivano eseguite circa 200 visite da parte di consulenti presenti, saltuariamente, poche ore alla settimana.

Dal giugno 1962 il Consultorio passò sotto la gestione dell'Amministrazione degli Ospedali di Bologna e con il Professor Maltoni, diventato primario nel 1964, ebbe un graduale e costante potenziamento sia come struttura e sia come pianta organica.
Il 27 aprile del 1964 una circolare del Ministero della Sanità (n. 77, prot. N. 540/20300-90/AG.28 = 2428) dava disposizioni ai Medici Provinciali di organizzare una campagna contro i tumori del collo dell'utero attraverso l'impiego della citologia esfoliativa (Pap-Test), tecnica diagnostica dimostratasi sensibile e precisa.

Per organizzare ed effettuare questa campagna di prevenzione oncologica, il Medico Provinciale chiese ed ottenne la collaborazione degli Enti locali statutariamente interessati alla salute dei cittadini e cioè: l'Amministrazione degli Ospedali di Bologna, il Comune di Bologna, i Comuni della Provincia, la Provincia di Bologna, la Clinica Ostetrico-Ginecologica dell'Università.
La collaborazione di questi Enti doveva consistere nel mettere a disposizione le loro strutture specifiche e fondi per il loro potenziamento:

l'Amministrazione degli Ospedali di Bologna mise a disposizione il Consultorio di Previdenza Oncologica, da essa gestito, impegnandosi a potenziarne le strutture;
il Comune di Bologna e i Comuni della Provincia misero a disposizione di Uffici di Igiene, le Condotte mediche e le Condotte Ostetriche;
la Provincia mise a disposizione le sue strutture propagandistiche;
la Clinica Ostetrico-Ginecologica dell'Università assicurò la collaborazione in campo didattico e la consulenza medica specialistica.

Sulla base di queste premesse fu costituito un Consorzio per la lotta contro i Tumori, denominato Centro Medico Sociale Bolognese per la Prevenzione, la Diagnosi e lo Studio dei Tumori di cui facevano parte tutti i Comuni e tutti gli Ospedali di Bologna e Provincia, la Provincia stessa, l'Università e la Sezione Bolognese della Lega Tumori.
Questo Ente non possedeva strutture proprie, ma si avvaleva di quelle messe a disposizione dalle Amministrazioni che lo componevano; non era, quindi, un Ente di gestione ma solo di programmazione e di coordinamento.

L'Istituto "F. Addarii", diretto dal Professor Maltoni, rappresentava il più importante presidio operativo attraverso cui il Centro svolgeva la sua attività antitumorale a Bologna e Provincia. Successivamente, a partire dal 1972, furono istituite le Sezioni Oncologiche Circoscrizionali con sede negli Ospedali della Provincia, in cui operava un medico oncologo dell'Istituto comandato, a tempo pieno, in queste sedi periferiche a svolgere una attività oncologica di II livello e le consulenze terapeutiche ai pazienti oncologici ricoverati.

In ordine di tempo e nell'arco di 3 anni furono attivate le Sezioni Circoscrizionali presso gli Ospedali di Imola, Vergato-Porretta, Bentivoglio, Castel S. Pietro, S. Giovanni in Persiceto, Budrio, Pieve di Cento, Ospedale Maggiore e Mazzacurati.Sempre nell'ambito dei programmi di prevenzione oncologica del Centro operavano gli ambulatori comunali di tutti i 60 Comuni della Provincia con i medici condotti e le ostetriche condotte coordinati dagli Ufficiali Sanitari.

Tavolo dei Relatori


Attività preventivo-assistenziale

Questo tipo di impostazione organizzativa e strutturale che comprendeva, appunto, un Presidio Centrale e i presidi periferici (Sezioni e ambulatori comunali) era in linea con gli orientamenti di una Sanità moderna che: 1) rendeva possibile una adeguata estensione degli interventi oncologici fino a coprire capillarmente l'intero comprensorio demografico di Bologna e Provincia; 2) evitava ai cittadini spostamenti non necessari; 3) permetteva l'armonica e standardizzata attuazione di interventi di complessità crescente dalla periferia al Centro.

Fu, appunto, con questo modello organizzativo che nel 1966 venne promosso e condotto a livello provinciale la più vasta iniziativa europea di prevenzione e diagnosi precoce del cervicocarcinoma che interessò circa 260.000 donne e portò al riscontro di 2.500 tumori maligni, l'80% dei quali in fase iniziale, di circa 2.000 lesioni precancerose istologicamente accertate e la selezione di alcune migliaia di donne a rischio sulle quali venivano effettuati controlli più ravvicinati.

Nel 1969, in parallelo con lo screening per la prevenzione dei tumori del collo dell'utero, partì un'altra megainiziativa per la diagnosi precoce dei tumori della mammella che interessò circa 130.000 donne e portò alla diagnosi di circa 7.000 tumori con un'alta percentuale di stadi iniziali.

Queste due iniziative sono state per Bologna e Provincia due interventi permanenti di Sanità Pubblica, hanno costituito un punto di riferimento per la cittadinanza ed hanno rappresentato il fiore all'occhiello dell'attività clinico-assistenziale dell'Istituto F. Addarii.
Un altro punto qualificante, e sotto certi aspetti storico, dell'attività assistenziale del Professor Maltoni, è quello di aver messo a punto una metodologia diagnostica come la citopatologia oncologica, definendone il significato e il ruolo applicativo nel percorso della malattia neoplastica.

La Ricerca

La ricerca, finalizzata al Settore clinico-epidemiologico ma soprattutto quello sperimentale (quest'ultimo dal 1974 condotto presso i laboratori del Castello di Bentivoglio) ha rappresentato e rappresenterà l'elemento di spicco dell'opera del Professor Maltoni.
I suoi progetti iniziati nel 1970 hanno avuto la seguenti caratteristiche:

1) si è trattata di una progettualità pianificata e sistematica;

2) continuativa ed omogenea;

3) ha privilegiato tematiche originali e innovative.

Di particolare importanza sono state le ricerche sulla cancerogenesi industriale che hanno avuto una rilevanza internazionale con la scoperta della cancerogenicità del cloruro di vinile che provoca un raro tumore del fegato, l'angiosarcoma, negli operai esposti a tale sostanza.
Furono proprio i risultati di questa scoperta, alla base di nuove normative internazionali riguardanti l'industria mondiale della plastica, che determinarono la revisione di tutto il ciclo produttivo con riduzione massiva della concentrazione del composto nell'ambiente di lavoro.

Formazione e Aggiornamento

Un altro aspetto significativo dell'opera di Maltoni è rappresentato dall'importante ruolo svolto nella formazione degli operatori (medici, biologi, tecnici di laboratorio ecc.) e nell'insegnamento dei principi basilari dell'oncologia, in un periodo in cui le Scuole di Specializzazione erano veramente poche.
Nel 1997, dopo aver lasciato l'Ospedale per raggiunti limiti di età, il Professor Maltoni ha continuato la sua fervida attività come Direttore Scientifico della Fondazione Ramazzini costituita nel 1992, dedicandosi intensamente, in particolar modo, alla realizzazione dell'Hospice per malati oncologici avanzati e in fase progressiva, "Maria Teresa Chiantore Seragnoli", situato a Bentivoglio e resa possibile grazie ad una importante donazione della famiglia Seragnoli.
Sono poi stati riportati alcuni aspetti riguardanti la programmazione oncologica scritti  dal Prof. Maltoni in un Suo documento del 1974:

- l'oncologia è un perimetro culturale unitario nonostante la multiformità dei vari settori;
- è necessario che questi vari settori interagiscano in un costruttivo rapporto dialettico e operativo;
- l'oncologia, materia multidisciplinare per eccellenza, ha e deve avere una visione globale della malattia neoplastica e dei mezzi per combatterla.

Questi punti sintetizzino bene la visione che il Professor Maltoni ha sempre avuto dell'Oncologia fin dall'inizio della sua attività, e per la quale si è sempre battuto con entusiasmo, convinzione e tenacia, che è, poi, l'Oncologia di tipo Dipartimentale che, almeno nel nostro Policlinico, è ormai una realtà.
Per la Sua intensissima attività di scienziato e ricercatore, per la Sua ricca produzione scientifica, il Professor Maltoni ha avuto numerosi premi e riconoscimenti che non è possibile citarli tutti in questa sede. Desidero, però, ricordarne alcuni:

Il Premio Ramazzini conferitogli dal Collegium Ramazzini a Washington nel 1995 per le Sue ricerche sulla cancerogenesi industriale;

il Premio Internazionale in memoria di I. Selikoff sempre a Waskington nel 1995 per le Sue ricerche sulla cancerogenesi da amianto;

il conferimento di una medaglia d'oro quale "insigne maestro della prevenzione e della ricerca oncologica" da parte della SIT (Società Italiana Tumori) di cui è stato Fondatore, Presidente e Presidente Onorario fino alla Sua scomparsa;

il Sigillum Magnum dell'Università di Bologna nel 1997. 

Il Ricordo Cesare Maltoni-uomo

Infine sono stati ricordati alcuni aspetti che riguardano Maltoni-uomo:
gentilezza, delicatezza di sentimenti, grande disponibilità a sostenere la causa dei più deboli: sono queste le qualità umane che mi vengono da associare alla Sua persona. Tuttavia, sapeva essere fermo, a volte sprezzante, di fronte all'arroganza, all'opportunismo, alla mancanza di professionalità.

Cesare Maltoni è stata persona squisita, di elevato livello culturale, amante dell'arte, della letteratura, della poesia, della musica ecc. un Maestro per molti.

Ai Suoi collaboratori più stretti ha lasciato lavoro, progetti da sviluppare, un immenso patrimonio scientifico, ma soprattutto ha instillato in loro lo spirito della missione, la determinazione di portarla a compimento e l'abitudine di dire sempre e comunque la verità "succeda quel che succeda".