Skip to main content

Secondo Congresso Mondiale sulla Crioconservazione degli Ovociti.Nella Procreazione Medicalmente Assistita nasce una rete trasve

Eventi
30 Novembre 2007

Da oggi, Venerdì 30 Novembre a Domenica 2 Dicembre i maggiori esperti mondiali in tema di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) si riuniscono a Bologna - Aula Chiantore, Istituto di Ematologia Seragnoli, Pad. 8 Area S.Orsola – per il “Second World Congress on Human Oocyte Cryopreservation”, presieduto dal Prof. Stefano Venturoli, Direttore dell’Unità Operativa di Fisiopatologia della Riproduzione dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna Policlinico Sant’Orsola Malpighi, e coordinato dalla Dott.ssa Eleonora Porcu, Responsabile del Centro di Sterilità e PMA all’interno della medesima Unità Operativa.

Il Congresso Mondiale rappresenta il più importante appuntamento annuale in cui gli esperti tracciano un bilancio sui risultati raggiunti nella cura dell’infertilità attraverso la crioconsevazione degli ovociti, tecnica di PMA utilizzata in Italia soprattutto in seguito al divieto di congelamento degli embrioni introdotto dalla legge 40/2004.
“Ci sono indicazioni scientifiche – ha affermato il Prof. Stefano Venturoli - che suggeriscono un avvicinamento della efficienza del congelamento degli ovociti in termini di gravidanze ottenute, a quella ottenuta con il congelamento embrionale e cioè il 16-18% circa degli impianti effettuati, rispetto al 10% ottenuto in passato. In occasione del Congresso si proporrà una rete trasversale di esperti di PMA che già utilizzano la crioconservazione ovocitaria con ottimi risultati e credono fermamente nel buon esito di questa tecnica.”
La crioconservazione degli ovociti consiste nel conservare ovociti maturi a basse temperature; questo processo può avvenire attraverso un lento congelamento degli ovociti o attraverso la vitrificazione, una tecnica di congelamento ultrarapida, basata sull’immersione in azoto liquido degli ovociti predisposti in una soluzione ad alta concentrazione di crioprotettori.
Gli ovociti crioconservati vengono poi scongelati e impiegati per una fecondazione extracorporea attraverso la tecnica FIVET, fecondazione in vitro, o attraverso la ICSI, un’altra tecnica di fecondazione in vitro che prevede l'iniezione di un singolo e selezionato spermatozoo direttamente nel citoplasma ovocitario.
Tra gli elementi che contribuiscono al successo della crioconservazione ovocitaria vi sono il miglioramento della metodologia, gli studi sul tipo di liquido da impiegare nella conservazione e lo sviluppo di metodi crioconservativi sempre più consoni al mantenimento delle caratteristiche dell’ovocita, tali che la perdita di qualità dopo lo scongelamento possa essere minima. Ma il fattore chiave che ha consentito di ottenere le percentuali maggiori di fecondazione e di gravidanza negli ultimi dieci anni è stato l’impiego della ICSI.

Nel nostro Centro esperto presso il Policlinico S.Orsola-Malpighi è stata registrata la prima nascita al mondo ottenuta con ovociti congelati e ICSI – ha affermato la Dott.ssa Eleonora Porcu –. Già nel 1997 grazie a questa tecnica che rappresenta una valida alternativa etica al congelamento degli embrioni nacque una bambina sana. La crioconservazione ovocitaria risulta fondamentale anche per preservare il potenziale riproduttivo nelle pazienti con tumori che, dovendo sottoporsi a trattamenti radiochemioterapici, potrebbero vedere compromessa la loro fertilità.”