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Un mese di "25"

18 Aprile 2020
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È trascorso un mese esatto dal 17 marzo, quando alle 14 veniva trasferito il primo paziente Covid al Padiglione 25. Il padiglione, in disuso da 5 anni, è stato ristrutturato e riattivato in 6 giorni grazie a un grandissimo lavoro di squadra per offrire nuovi posti letto di terapia intensiva dedicati ai pazienti contagiati dal coronavirus.

70 le persone che sono state ricoverate in questo mese. 70 vite seguite assiduamente giorno per giorno, ora per ora, da medici, infermieri, fisioterapisti e oss. C’è chi è rimasto a lungo, chi ha compiuto gli anni in terapia intensiva, come Luigi a cui i medici e infermieri hanno organizzato il compleanno per farlo sentire più vicino a casa. Chi ha trascorso la Pasqua in ospedale senza tuttavia dover rinunciare a un momento di festa grazie alla determinazione degli operatori a trasmettere sempre, anche in quel luogo ipertecnologico, un po’ di calore famigliare.

“Non abbiamo mai lasciato indietro nessuno” dice Guido Frascaroli, coordinatore dell’area intensiva COVID del Policlinico.

In 4 purtroppo non ce l’hanno fatta. Ma per tutti gli altri pazienti il 25 ha rappresentato la possibilità di guarire e gettarsi alle spalle la malattia.

E' stato riaperto il 17 marzo con 4 posti letto di terapia intensiva, diventati subito 14 il giorno dopo. E poi via via che l’infezione avanzava, sempre di più. Oggi il padiglione Covid dispone di 50 Posti letto tra cure intensive semintensive e degenza, ha una radiologia dedicata dotata anche di TAC e ci lavorano 138 professionisti: 31 medici, 80 infermieri, 4 fisioterapisti e 23 oss.