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Un nuovo trattamento radiologico per i tumori del fegato: la Radio-Embolizzazione

Notizie dal Policlinico
22 Novembre 2006

In Italia solo cinque strutture tra cui il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, Centro pilota con sede presso l’Unità Operativa di Radiologia diretta dalla Dott.ssa Rita Golfieri, applicano la Radio-embolizzazione: una tecnica innovativa che consente una terapia radiante localizzata solo alle lesioni dei tumori del fegato limitando l’esposizione del tessuto epatico sano a valori di totale sicurezza per i pazienti.

I tumori epatici primitivi maligni, di cui l’epatocarcinoma (HCC) è il più frequente, hanno un’elevata incidenza nei paesi in via di sviluppo, dove si verificano più del 70% degli oltre 350.000 nuovi casi per anno. In Italia l’HCC è la settima causa di morte per tumore, con circa 5000 decessi l’anno (3% delle morti per tumore).

La radio embolizzazione consiste nell’infusione attraverso l’arteria epatica di microsfere radioattive di ittrio che raggiungono solo la parte malata del fegato. La tecnica è mininvasiva, viene condotta in anestesia locale e ha una durata di 15-20 minuti. L’effetto dell’ittrio dura circa 10 giorni dopodichè le cellule neoplastiche irradiate vanno incontro a necrosi e, entro tre mesi, nel fegato rimane un’unica cicatrice riparatrice.
Il trattamento viene effettuato attraverso un approccio multidisciplinare che vede la collaborazione tra l’oncologo o l’internista, che seleziona i pazienti, il radiologo interventista, il radioterapista ed il medico nucleare, coadiuvati dal fisico sanitario.
Per la maggior parte dei pazienti (più dell’80%) è sufficiente un singolo trattamento e tale terapia sostituisce chemioterapie molto più costose, in quanto protratte, invasive e traumatiche per la persona.

Di questo argomento si parlerà nel corso del IX Congresso Nazionale della S.I.T.I.L.O. -Società Italiana di Terapie Integrate Loco-Regionali in Oncologia – organizzato dalla Dott.ssa Golfieri dal 23 al 25 Novembre p.v. presso il Royal Hotel Carlton di Bologna.