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Uniti contro l’Alzheimer. 21 settembre giornata mondiale

Notizie dal Policlinico
21 Settembre 2021
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Il Centro Disturbi Cognitivi e delle Demenze del Policlinico, diretto dalla Dott.ssa Maria Lia Lunardelli, effettua ogni anno quasi 2000 visite di cui oltre un terzo, il 35%, sono prime visite.

L’Alzheimer rappresenta una delle malattie più invalidanti tanto per i malati, quanto per i familiari che stanno loro accanto. In Italia sono circa un milione le persone colpite da questa malattia, e solo in Emilia-Romagna si contano circa 65.658 persone affette da demenza. Tra tutte le malattie croniche, i Disturbi cognitivi degenerativi registrano unaumento anche in Italia, così come in tutti i paesi industrializzati dove l’incidenza raggiunge l’8% negli over 65. Per promuoverne la conoscenza e accrescere la consapevolezza della società civile, l’O.M.S ha istituito una giornata mondiale che ricorre ogni anno il 21 settembre.

Le restrizioni imposte dalla pandemia hanno comunque evidenziato un bisogno evidente di poter avere una maggiore vicinanza, così si è anticipata la progettualità delle visite in Telemedicina, cominciate già a inizio 2021.  Si tratta di vere e proprie visite che vengono eseguite con frequenza settimanale attraverso videochiamate con il supporto indispensabile del care giver.

Rispecchiando il modello regionale, la gestione dei Disturbi cognitivi e delle Demenze a Bologna è caratterizzato da un intervento multidisciplinare e multiprofessionale. Esso coinvolge rappresentanti dell’Azienda USL e dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, dell’IRCCS Azienda ospedaliero-universitaria, del Comune, delle associazioni dei familiari e del volontariato in diverse fasi: dal sospetto diagnostico, alla diagnosi e cura, alla continuità assistenziale fino alla fase avanzata e delle cure palliative. L’obiettivo della presa in carico multidimensionale è infatti quello di favorire un approccio globale ed integrato alle persone con demenza e alle loro famiglie per garantire la migliore qualità di vita, limitando il più possibile l’impatto della malattia e della disabilità.
A fronte della pandemia che ha acuito particolarmente le difficoltà dei malati di Alzheimer e dei loro famigliari, talvolta anche “aumentando le distanze” con i servizi socio-sanitari, oggi è importante ristabilire quella prossimità e vicinanza fisica che soprattutto questa patologia richiede.
La Rete delle Demenze della Bologna Metropolitana è composta dai 9 CDC territoriali dell’AUSL  dal ostro CDCD dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Sant’Orsola, e dai 3 Centri dell’IRCCS delle Scienze Neurologiche e prende in carico i pazienti nelle differenti fasi del declino cognitivo: lieve, moderata o grave. In queste sedi, nonostante l’emergenza sanitaria, nel 2020 sono stati presi in carico circa 6.000 pazienti con disturbi cognitivi con 3.912 prime visite (di cui il 56% ha prodotto una nuova diagnosi di demenza) e 8.865 prestazioni complessive (di cui oltre 7.000 nell’ambito dei CDC territoriali) grazie anche all’introduzione dell’attività innovativa di telemedicina.
Nel 2019 le visite complessive sono state oltre 12.000 (12.472), di cui 6.168 prime visite.

Il Centro Disturbi Cognitivi e delle Demenze del Policlinico, diretto dalla Dott.ssa Maria Lia Lunardelli,  effettua ogni anno quasi 2000 visite di cui oltre un terzo, il 35%, sono prime visite.
Sempre garantite anche durante il primo lockdown le visite urgenti mettendo in atto tutte le precauzioni per evitare il contagio. Per non lasciare soli i pazienti e le loro famiglie nel momento più buio della pandemia quando l’accesso alle strutture sanitarie era estremamente limitato, è stata potenziata l'attività del Centro di ascolto attraverso l’aumento delle ore per i consulti telefonici e l’offerta di un servizio di mail dedicata a cui i famigliari potevano scrivere per avere una consulenza.

Oltre all’attività svolta dal CDCD, a supporto dell’attività di reparto e di tutto il Policlinico, da circa 10 anni è presente un modello innovativo multiprofessionale di assistenza al paziente con demenza o delirium "Delirium Room" che favorisce una rapida stabilizzazione dei sintomi e un recupero delle autonomie, e consente il rientro al domicilio, in rete con il territorio, in oltre il 70% dei casi. Sempre in rete e in collaborazione con la fondazione Asphi nel 2021 è stato attivato il progetto sperimentale interaziendale “Domicilio 2.0” con l’obiettivo di portare a domicilio un supporto tecnologico a pazienti affetti da disturbo cognitivo tipo AD di grado lieve per migliorare l’autonomia e la qualità di vita e quella dei loro caregiver.

Il Centro dei disturbi cognitivi e delle demenze del Policlinico
https://www.youtube.com/watch?v=_VZKTXdAtHs