Scialografia
QUESTA INDAGINE NON VIENE PIU' ESEGUITA IN QUESTA UNITA' OPERATIVA

Scialografia

  • Codice: 87.06.1
  • Prestazioni: Radiologia Convenzionale
  • Indagine: Scialografia (Scialografia parotidea, Scialografia sottomandibolare [sottomascellare], Scialografia ghiandole salivari, Radiografia con contrasto della ghiandola salivare ....)
  • Apparato: Digerente
  • Descrizione: Si tratta dello studio radiologico delle ghiandole salivari mediante l'introduzione nella ghiandola stessa di un mezzo di contrasto radiopaco (m.d.c.). Il m.d.c. va ad occupare e ad impregnare le strutture duttali e parenchimatose della ghiandola rendendola visibile all'indagine rx.
    In genere il quesito diagnostico riguarda una sola ghiandola (parotide o sottomandibolare) di un solo lato ma, qualora si dovesse studiare un'altra ghiandola, per motivi tecnici occorre attendere lo svuotamento completo dal m.d.c. introdotto nella prima per poter studiare la seconda (normalmente 7-10 gg.).
  • Preparazione: In considerazione dell'introduzione del m.d.c. iodato la legge prevede la firma da parte del paziente di un modulo di consenso informato e la firma da parte del medico curante di un modulo in cui attesti l'esclusione di una serie di patologie che controindicano l'esecuzione dell'esame stesso. In particolare il Ministero della Sanità con la Circolare N.81 del 9.9.75 ha individuato come controindicate all'assunzione di sostanze iodate le seguenti patologie:
    - Paraprotidemia di Waldestrom
    - Mieloma multiplo
    - Insufficienza epatica o renale grave
    - Stati di sofferenza del miocardio e di insufficienza cardiocircolatoria
    - Ipertireosi
    - Ipersensibilità specifica allo Iodio
    - Sindromi allergiche od altre condizioni clinicamente accertate che controindicano l'indagine
    - Eventuale stato di gravidanza
    A titolo informativo il Ministero consiglia, per escludere l'esistenza delle suddette condizioni patologiche, l'effettuazione delle seguenti indagini:
    - Azotemia
    - Esame completo delle urine (delle 24 ore)
    - Creatinemia
    - Elettroforesi
    - Gamma GT
    - Elettrocardiogramma
    - Esame emocromocitometrico con conteggio delle piastrine
    - Esame funzionale della tiroide
    Occorre quindi che il Paziente si informi presso il Medico Curante degli eventuali rischi connessi all'assunzione di m.d.c. iodato.

    Prima dell'esame è necessario essere a digiuno da almeno 6 ore ed occorre rimuovere tutti gli oggetti, metallici e non, presenti sul capo e sul collo comprese eventuali protesi mobili.
  • Documentazione richiesta:
    - Impegnativa del Medico Curante
    - Modulistica per il M.d.C.
    - Documentazione sanitaria collegata al quesito diagnostico (esami precedenti, ecografie, cartelle cliniche, ecc.)
  • L'esame: Questa indagine viene eseguita dal Medico Radiologo (M.R.) e dal Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (T.S.R.M.).
    In una prima fase il T.S.R.M. esegue alcune radiografie "a vuoto" cioè senza m.d.c. solitamente con il paziente in stazione eretta che dovrà assumere le posizioni richieste.
    Successivamente il M.R., a Paziente seduto, cerca di "incannulare" il dotto ghiandolare interessato (il dotto di Wharton nel caso della ghiandola sottomandibolare o quello si Stenone per la ghiandola parotide); tenta cioè di inserire nell'orifizio da cui esce la saliva un catetere o un ago bottonuto tramite cui iniettare il m.d.c. . Non pratica quindi dei fori ma sfrutta un orifizio naturale. Questa manovra può non essere praticabile in presenza di infiammazioni, stenosi o malformazioni dell'orifizio stesso e in questo caso si dovrà rinunciare al completamento dell'esame.
    Se la manovra ha successo il M.R. procede alla iniezione del m.d.c. nella ghiandola molto lentamente e in quantità variabile tra i 2-3 cc. Solitamente il Paziente non avverte dolori importanti ma solo una sensazione di gonfiore alla ghiandola dovuta al m.d.c. che la riempie. Al termine dell'iniezione il T.S.R.M. esegue 2 serie di radiogrammi: una con il m.d.c. all'interno della ghiandola e una dopo svuotamento spontaneo.
  • Dopo l'esame: Il Paziente può tornare alle normali attività e può mangiare. La persistenza di un gonfiore residuo alla ghiandola è da ritenersi normale in quanto l'eliminazione del m.d.c. tramite la normale salivazione può richiedere diversi giorni

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data ultima modifica: Giovedì, 07-Ago-2008