Diagnosi e terapia della insufficienza intestinale cronica benigna (IICB)
Condizione patologica caratterizzata dalla riduzione della massa intestinale funzionante sotto il minimo necessario per consentire una digestione ed un assorbimento di nutrienti adeguati al mantenimento del normale stato di nutrizione.
Si caratterizza prevalentemente per la presenza di
malassorbimento e malnutrizione (es. sindrome da intestino
corto). Nelle forme più severe
è necessaria la nutrizione parenterale domiciliare (intestino
artificiale) o il trapianto di intestino.
Cause di insufficienza intestinale cronica benigna
- sindrome da intestino corto
- alterazioni croniche della motilità intestinale
- alterazioni diffuse e non reversibili della mucosa intestinale
- fistole intestinali
Malattie nelle quali può comparire l'insufficienza intestinale cronica (in alcuni casi si tratta di malattie rare)
- Resezioni intestinali estese (sindrome da intestino
corto) o fistole intestinali secondarie a:
infarto intestinale, ischemia arteriosa mesenterica, trombosi venosa mesenterica, morbo di Crohn, enterite da
radiazioni (o enterite attinica), trauma addominale, volvolo intestinale, poliposi familiare (sindrome di Gardner) con o senza desmoidi, angiodisplasia intestinale, complicanze di interventi chirurgici addominali (peritonite diffusa, fistole)
- Malassorbimento intestinale o alterato transito intestinale secondari a:
gastroresezione, gastroparesi, resezione pancreatica, diversione
bilio-pancreatica, morbo Celiaco, rigetto intestinale post trapianto di midollo
(GVHD), rigetto cronico post trapianto di intestino, disordini congeniti della mucosa
intestinale (atrofia dei microvilli, displasia epiteliale
o tufting enteropathy), linfangectasia intestinale, atresia
intestinale (gastroschisi), enterocolite necrotizzante, diarrea cronica congenita, pseudo-ostruzione intestinale
idiopatica o primitiva (Hirschsprung), pseudo-ostruzione intestinale secondaria (da sclerodermia, diabete
mellito), enteropatia protido-disperdente, fibrosi cistica,
malattia di Von Recklinghausen, Mitochondrial
neurogastrointestinal encephalomyopathy (MNGIE).
Epidemiologia della IICB:
circa 5-6 nuovi casi per milione di abitanti per anno.
Terapia (medica o chirurgica) della insufficienza intestinale cronica benigna
La terapia medica consiste in:
- farmaci e/o soluzioni reidratanti orali, diete speciali o nutrizione artificiale di tipo enterale (nutrizione artificiale attraverso l’apparato
digerente), agenti trofici per la mucosa intestinale; questi interventi hanno l’obbiettivo di migliorare l’assorbimento intestinale;
- nutrizione parenterale domiciliare (nutrizione artificiale per via venosa) la cui funzione è quella di sostituire parzialmente o totalmente le funzioni intestinali perse (intestino artificiale).
Circa la metà dei nuovi pazienti con IICB avrà la necessità di nutrizione parenterale domiciliare per periodi transitori o in modo permanente (IICB irreversibile). Quindi, la frequenza
di nutrizione parenterale permanente è di circa 1.5 nuovi casi per milione di abitanti per anno.
La terapia chirurgica consiste in:
- interventi chirurgici mirati ad aumentare la superficie intestinale assorbente o a modificare il transito intestinale;
- trapianto di intestino
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Rete regionale trapianti
Emilia Romagna
Dipartimento di Medicina Interna e Gastroenterologia
Centro di Riferimento Regionale
istituito con Delibera di Giunta della Regione Emilia-Romagna
delibera
2076 del 28/11/2000 - comunicato
stampa
Qualifica Aziendale:
Unità Operativa Semplice
Responsabile:
Prof. Loris Pironi
Specialista in:
Medicina Interna,
Malattie Apparato Digerente
Scienza Alimentaz. e Dietetica
Sede:
Azienda Ospedaliera di Bologna, Policlinico S. Orsola-Malpighi
Padiglione 5 (1° piano)
U. O. Medicina Interna
Via Massarenti 9
40138 Bologna
ITALIA
Tel. / Fax. +39 051 6363073
Email:
centroiicb@orsola-malpighi.med.unibo.it
Sito segnalato da:
www.italiasalute.it
www.cercasalute.it
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Terapia della insufficienza intestinale cronica benigna irreversibile
La scelta tra trattamento sostitutivo (la nutrizione parenterale
domiciliare) e trattamento definitivo (trapianto di
intestino) della IICB irreversibile si basa sul confronto tra l’efficacia e la sicurezza di ciascuna delle due terapie. Per efficacia
si intende la sopravvivenza, il grado di recupero e mantenimento dello stato di nutrizione,
il grado di riabilitazione socio-lavorativa e di qualità di vita e per sicurezza si intende il rischio di complicanze.
Attualmente, a livello internazionale, la nutrizione parenterale domiciliare, condotta attraverso appropriati protocolli clinico-organizzativi,
viene considerata la prima opzione terapeutica per i pazienti con IICB
irreversibile.
Il trapianto di intestino è indicato quando non è più
possibile continuare la nutrizione parenterale oppure quando la
malattia gastrointestinale mette a rischio la vita del
paziente.
Poiché l'esito del trapianto di intestino è migliore nei pazienti che vengono sottoposti ad intervento
mentre sono ancora in buone condizioni generali, è ritenuta fondamentale la precoce individuazione dei pazienti candidati all’intervento.
In Italia, nel 2002, un gruppo di lavoro del Centro Nazionale Trapianti ha redatto il documento “Indicazioni al Trapianto D’intestino e Linee Guida per L’inserimento in Lista d’Attesa Nazionale” visibile
al'indirizzo:
www.regione.emilia-romagna.it/trapianti/trapianto/pdf/linee_guida_IICB.pdf
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