U.O. CHIRURGIA GENERALE COLA

DIPARTIMENTO DELLE EMERGENZE-URGENZE, CHIRURGIA GENERALE E DEI TRAPIANTI

Unità Operativa Semplice e Centro Studi di Terapia Chirurgica dell’Obesità Patologica

Resp. Dott Stefano Cariani

Generalità sull’Obesità

L'Obesità: malattia sociale

Per obesità grave s'intende un peso corporeo superiore al doppio del peso ideale o un BMI > 40 Kg/m² (BMI : indice di massa corporea).

Definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità l’“epidemia” del XXI secolo, l’obesità nel mondo affligge circa 310 milioni di individui con più di 1 miliardo di persone soprappeso (Obesity Task Force). In Europa il 30% della popolazione soffre di questa malattia o è in soprappeso,

Sono oltre quaranta milioni gli americani che possono essere definiti obesi, con un BMI> 30 e l’obesità è la prima causa di morte per almeno 300 mila morti all’anno. Nel suo Rapporto sulla salute in Europa del 2002, l’ufficio regionale Europeo dell’OMS definisce l’obesità come una “epidemia estesa a tutta la Regione europea”. Circa la metà della popolazione adulta è sovrappeso e il 20-30 per cento degli individui, in molti paesi, è definibile come clinicamente obeso. La Conferenza Europea sull’obesità di Copenaghen (11-12 settembre 2002) ha evidenziato che l’incidenza dell’obesità è aumentata in Europa del 10-50 per cento nell’ultima decade a seconda del paese considerato, e che circa il 4 per cento di tutti i bambini europei è affetto da obesità.

In Italia l’incidenza di obesità infantile è del 15% con un tasso di crescita immutato rispetto ai decenni scorsi. Il problema interessa soprattutto la fascia di età 6-13 anni e i maschi rispetto alle femmine. 

Questi bambini hanno il 30-60% di probabilità di diventare adulti obesi (VI Rapporto sull’Obesità in Italia, 2006). L’incidenza di questa condizione sui costi relativi al suo trattamento grava per il 10% della spesa sanitaria nei paesi industrializzati (più di 100 miliardi di dollari all’anno negli U.S.A.) ed è necessario mettere in atto urgenti campagne di informazione e di educazione per informare la popolazione europea sui rischi legati al sovrappeso e all’obesità. In Italia, nel periodo 1994-1999, l’Istat ha registrato un aumento della popolazione sovrappeso (16 milioni di italiani) con un aumento drastico dell’obesità del 25 per cento.

Ogni anno in Italia l’eccesso di peso e le malattie conseguenti costano al SSN 22.8 miliardi di euro, di cui il 64 per cento per ricoveri ospedalieri.

L'obesita' e' un problema che affligge il 10% degli italiani. Colpisce di piu' le donne (il rapporto e' di 5 a 1) e geograficamente predomina al Sud. Negli ultimi dieci anni la percentuale degli obesi in Italia e' raddoppiata dal 5 al 10%. Si stima che attualmente in Italia vi siano 16 milioni di persone soprappeso e 5,5 milioni di persone portatrici di franca obesità. Tra 10 anni la prevalenza di obesità in Italia raggiungerà verosimilmente il 15% della popolazione (Centro Auxologico Italiano 2006)

L'Italia e' ai primi posti in Europa per l'obesita' infantile, con oltre il 35% dei bambini italiani di 10 anni in sovrappeso, seguita a breve a distanza da Malta, Grecia e Spagna.

 

“E’ ragionevole ritenere che l’Obesità sopravanzerà le malattie infettive e la denutrizione come più significativo contributo al malessere globale” (Antonello E. et Al., VI rapporto sull’Obesità in Italia, 2006)

 

In Europa il 7,7% di tutti i decessi (1 su 13) sono correlati all’Obesità (come causa diretta o per patologie correlate). L’Obesità patologica è associata ad un rischio di mortalità a breve termine (5-10 anni) doppio rispetto alla popolazione generale, indipendentemente dal sesso). Il rischio di morte è anche maggiore nei pazienti giovani, rispetto alla media per età.

Le cause dell'obesità

L'orientamento attuale è quello di considerare l'obesità come una malattia ad eziologia multifattoriale (ossia dalle molteplici cause), in cui si distinguono fattori genetici, fattori congeniti e fattori ambientali. Non rientrano in questi termini le obesità secondarie (endocrine ecc.) in cui il fattore patogenetico è noto, identificabile e a volte trattabile

 

Classificazione dell'obesità

Nella molteplicità delle definizioni, l'obesità può essere definita come quella condizione morbosa in cui si verifica un aumento del tessuto adiposo causato da un introito energetico cronicamente eccedente rispetto al consumo. Fisiologicamente nel maschio la massa magra corrisponde al 12-17% del peso corporeo mentre nella femmina costituisce il 20-25%. E possibile calcolare il peso ideale al quale fare riferimento per quantizzare le deviazioni che se sono in eccesso sono costituite essenzialmente da adipe, tranne nel caso delle costituzioni atletiche. Esistono varie formule per il calcolo del peso ideale, fra cui spiccano le tabelle fornite dalla Metropolitam Life Insurance Company. In alternativa si possono utilizzare le formule di Broca:

Peso ideale Maschi= altezza in cm - 100

Peso ideale Femmine= altezza in cm - 104

Queste formule non tengono in considerazione la relazione non lineare tra variazione di statura e variazione di peso: perciò risulta più attendibile il B.M.I. o Body Mass Index così calcolato:

B.M.I. = Peso in kg / (Altezza x Altezza in metri)

 

In base al Body Mass Index si ottiene la seguente classificazione dell’Obesità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CALCOLA IL TUO BMI

 

 

 

 

 

 

Effetti dell'obesità

L’obesità determina patologie secondarie responsabili del maggior numero dei decessi nel mondo occidentale. L’alterazione più frequentemente riscontrata nelle persone obese è la Sindrome Metabolica (Dislipidemia, Ipertensione Arteriosa, Diabete Mellito di tipoII) che promuovendo la aterosclerosi aumentano sensibilmente il rischio di Infarto Miocardico e Ictus. Inoltre un ulteriore rischio cardiovascolare è dato dalla Sindrome delle Apnee Notturne, la cui gravità è correlata al grado di obesità. Altri disordini metabolici  sono responsabili di:

- Alterazioni del ciclo mestruale fino alla amenorrea e alla sterilità

- Impotenza coeundi e generandi

- Steatosi epatica simile a quella che si osserva negli alcolisti, con possibilità di progressione fino alla cirrosi

- Litiasi della colecisti

- Iperuricemia, che porta a Gotta se non trattata

- Aumentato rischio per alcuni tipi di Cancro (prostata, colon, mammella, ovaio, esofago)

- Trombosi Venosa Profonda ed Embolia Polmonare

 

L’Obesità determina, inoltre, patologie da carico:

- Patologie articolari

- Ernie (ombelicale, inguinale, crurale, jatale)

- Disfunzioni del pavimento pelvico (incontinenza urinaria e fecale, sindrome da defecazione ostruita, prolasso genito-urinario, prolasso rettale)

- Insufficienza respiratoria mista (ostruttiva-restrittiva)

- Sindrome di Pickwick (sonnolenza diurna per ostacolo al flusso di sangue venoso)

 

Trattamento medico

Nel 1959 Stunkard e Mc Laren-Hume affemavano : " Tra tutti gli obesi, la maggior parte non inizierà neppure un trattamento; tra quelli che ne incominceranno uno, la maggior parte non lo porterà a termine; tra quelli che lo termineranno, la maggior parte non perderà peso; tra quelli che ne perderanno, la maggior parte lo recupererà rapidamente". Da allora il trattamento medico dell'obesità si è certamente evoluto ma le difficoltà, sia del medico sia del paziente, nell'approccio a questa frequente condizione, restano invariate.


Tra i trattamenti medici si annoverano:
- la prevenzione
- i trattamenti dietetici
- i trattamenti fisici
- i trattamenti comportamentali
- trattamenti psichiatrici
- i trattamenti farmacologici
variamente associati tra loro.
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