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Attività fisica e sport: dalla promozione alla prevenzione della salute del trapiantato

Eventi
28 Aprile 2016
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Presentazione del Programma Operativo Emilia-Romagna “Trapianto, attività fisica e sport”

Dal trapianto ad una rete per curare la persona con l'attività fisica e lo sport. E' questo l'obiettivo principale del programma operativo Emilia-Romagna “Trapianto, attività fisica e sport” che intende promuovere l'attività motoria (con o senza supervisione) come “terapia” finalizzata al miglioramento della qualità della vita del paziente.  Tutto ciò è reso possibile grazie alla costruzione di una rete di collaborazione continuativa tra vari centri e figure professionali coinvolte: Centri Trapianti e Unità operative responsabili dei follow-up dei pazienti trapiantati, Centri di Medicina dello Sport e Palestre.

Il programma operativo emiliano-romagnolo nasce dal  protocollo promosso dal Centro Nazionale Trapianti nel 2008. “L'attività fisica e sportiva può costituire un modello di assistenza sanitaria in fase pre e post  trapianto, dal momento che riduce l'alto rischio di patologie cardiovascolari” afferma la dottoressa Sangiorgi, dirigente del Centro Riferimento Trapianti dell'Emilia-Romagna.

Studi clinici condotti su pazienti trapiantati d'organo e stabilizzati che praticano abitualmente attività fisica hanno dimostrato che, non solo l'attività motoria non provoca effetti negativi alla funzionalità d'organo, bensì può produrre diversi effetti benefici. Tra questi: la riduzione della percentuale di tessuto adiposo, il miglioramento del metabolismo aerobico e dell'efficienza del sistema cardiocircolatorio, il progressivo recupero di forza negli arti superiori ed inferiori, fino al ripristino dei parametri del metabolismo lipidico e della funzionalità d'organo.  

Il programma, di prassi, si rivolge a tutti i pazienti trapiantati di età compresa tra i 18 e i 60 anni. Sarà infine il Centro Trapianti, sulla base di valutazioni cliniche e controlli, a dare loro l'idoneità per lo svolgimento dell'attività fisica e sportiva la cui prescrizione “accurata e personalizzata” sarà compito del medico del Centro di Medicina dello Sport.

Ad oggi, dunque, lo scopo del programma operativo regionale – unico sull'intero territorio nazionale – rimane co-costruire, rafforzare ed ampliare una rete, tra le varie realtà territoriali, al servizio del benessere psico-fisico del trapiantato ed al suo reinserimento sociale e lavorativo.