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Ernioplastica protesica secondo Lichtenstein: l’evoluzione del gold standard

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24 Ottobre 2013

Giovedì 24 ottobre, presso l'Aula della Società Medica Chirurgica di Bologna - Archiginnasio, si terrà il Corso "Ernioplastica protesica secondo Lichtenstein: l’evoluzione del gold standard".

La chirurgia tailored o “su misura” dell’ernia inguinale è un concetto ormai condiviso da tutti i centri dedicati alla chirurgia della parete addominale; qualsiasi tentativo di sistematizzazione deve riferirsi ad una corretta classificazione del difetto parietale, per poter confrontare esperienze e casistiche diverse, ed è per questo che ci si avvale della classificazione della European Hernia Society (EHS) pubblicata su Hernia nel 2007.
L’EHS ha inoltre recentemente pubblicato le proprie linee guida (Hernia 2009) nelle quali si raccomanda quale tecnica chirurgica di riferimento nell’ernioplastica open l’intervento di Lichtenstein.
Questo intervento andrebbe sempre eseguito con tecnica chirurgica corretta e rigorosa, come descritto e pubblicato da Amid nel 1993; esso prevede però l’apposizione di numerosi punti di sutura che espongono al potenziale rischio di dolore cronico da intrappolamento nervoso e di maggior discomfort. Per tale motivo si è valutata l’opportunità del fissaggio della protesi con colla di fibrina. Di recentissima pubblicazione vi è uno studio prospettico randomizzato sul fissaggio della protesi con colla versus punti (TIMELI trial), il quale mostra un vantaggio della prima metodica in termini di dolore e discomfort a 12 mesi (Ann. of Surg. 2012).
La tendenza attuale è pertanto sempre volta alla garanzia del comfort post operatorio ed alla prevenzione del dolore cronico post ernioplastica a parità di recidive. Per tale motivo esiste una ulteriore alternativa al fissaggio con punti o colla che è rappresentata dalle protesi auto grippanti, in Polipropilene leggero o preferibilmente in Poliestere. La tecnologia si caratterizza per la presenza di microancorette semiassorbibili auto fissanti mentre la procedura chirurgica è stata descritta dal chirurgo Francese Philippe Chastan (Jour. of Min.Acc.Surg. 2006) dal quale abbiamo direttamente appreso l’intervento. L’indicazione è rappresentata da tutti i difetti parietali medio piccoli tipo L1, M1, M2 secondo la classificazione dell’EHS.

Gli interventi chirurgici verranno tutti eseguiti secondo un protocollo di anestesia locale (Levobupivacaina e Mepipuvicaina) ed in regime assistenziale ambulatoriale.
La speranza è che una messa a punto dell’evoluzione della tecnica di Lichtenstein mediante una iniziativa di carattere pratico volta al reciproco ed amichevole confronto sul tavolo operatorio possa essere utile e gradita.

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