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Sant'Orsola – In mensa sale la qualità scendono i costi

Stoviglie in ceramica, come a casa, e una nuova linea veloce con piatti unici. Nella mensa e nei reparti aumenta la qualità del servizio e diminuiscono i costi

27 Agosto 2013

Stoviglie in ceramica, bicchieri bio, salumi affettati freschi e una nuova linea veloce, accanto a quella tradizionale, per chi ha poco tempo ma vuole mangiare qualcosa di sano e completo. Sono alcune delle novità avviate in via sperimentale alla mensa del Sant’Orsola e nei reparti durante questo mese di agosto. Un ritorno alla possibilità di mangiare con piatti ‘veri’ – come a casa – e un’offerta più ampia che per una volta si sposa con il contenimento della spesa, a dimostrazione del fatto che risparmiare non vuol sempre dire ridurre la qualità del servizio, anzi.

"La riorganizzazione della mensa e dei servizi ai reparti – spiega Marco Storchi, responsabile dei Servizi di supporto alla persona del Policlinico di Sant'Orsola – è parte di un progetto più ampio, che punta alla riqualificazione di tutta la ristorazione all’interno dell’ospedale, resa possibile anche da una riorganizzazione dei turni degli addetti. L’obiettivo è valorizzare il cibo come sostegno alla cura, un traguardo raggiungibile anche grazie alle competenze presenti all’interno del nostro Policlinico, uno dei pochi a non aver esternalizzato questo servizio".

Dal 5 agosto nella mensa Malpighi (quella – tra le due presenti al Sant’Orsola – che resta aperta anche in questo mese) è stata avviata così la nuova linea veloce ad integrazione della vecchia linea fredda: insalata nizzarda, gnocchetti sardi pecorino pomodorini e olive, bollito freddo in salsa verde, squacquerone dop con fagiolini e carotine fresche il tutto accompagnato da un panino, un frutto e un dolce. Sia nella nuova linea sia in quella tradizionale – come già in reparto – sono tornati piatti in ceramica e sono stati inseriti nuovi bicchieri in materiali bio.

Le nuove azioni migliorano la qualità del servizio ma rendono possibile anche un risparmio non indifferente. Sostituendo i salumi confezionati in busta e le stoviglie “usa e getta” si prevede infatti un risparmio di  circa 100mila euro su base annua. Riguardo i tempi necessari per il lavaggio delle stoviglie, è stato possibile assorbirli con la riorganizzazione dei turni del personale di cucina evitando costi aggiuntivi;  un accordo potenziato tra il Policlinico di Sant'Orsola e il Tribunale di Bologna sostiene ulteriormente la nuova attività; già da tempo viene affidato alle cucine dell’ospedale un numero crescente di persone che sconta una pena pecuniaria attraverso un lavoro socialmente utile. Nel 2013 saranno interessate oltre 50 persone.