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Un tumore dal braccio al cuore, 40enne salvato da Sant’Orsola e Rizzoli

Notizie dal Policlinico
5 Giugno 2019
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Un tumore maligno, rarissimo e molto aggressivo, partito dal braccio ed esteso al torace, fino al cuore. Un quadro clinico "considerato inoperabile", insomma. Eppure, gli sforzi combinati degli specialisti dell'istituto ortopedico Rizzoli e del Policlinico di Sant’Orsola, con un intervento "mai eseguito prima" durato ben 14 ore, hanno permesso di venir fuori da questo caso disperato. Tanto che "a quattro mesi dall'intervento, le condizioni del paziente risultano buone sia dal punto di vista oncologico che da quello cardiocircolatorio". Sono gli stessi due ospedali bolognesi a raccontare la vicenda. Il paziente, di 40 anni, era stato colpito da un osteosarcoma delle parti molli, recidiva di un precedente tumore. La sua situazione pero' era aggravata dalla particolare estensione della malattia, che dal braccio era arrivata a intaccare lo sterno, le costole e il cuore. La situazione era dunque "apparentemente irrisolvibile e irrimediabilmente letale", spiegano dal Rizzoli.

L'unica possibilita' di salvare il paziente era dunque mettere insieme un team formato da chirurghi ortopedici, toracici e cardiochirurghi del Rizzoli e del Sant’Orsola, per tentare "un intervento mai eseguito prima di ortopedia oncologica, cardiochirurgia e chirurgia toracica". L'operazione tra l'altro, gia' "di estrema complessita' chirurgica" e senza precedenti, era ancora piu' complicata per il fatto che "il paziente aveva gia' subito un intervento, non radicale, piu' di un anno prima- spiegano i cardiochirurghi Davide Pacini e Luca Di Marco- il tumore primitivo aveva causato la formazione di una recidiva neoplastica", appunto "un osteosarcoma extrascheletrico ad alto grado di malignita', con completo coinvolgimento dell'atrio destro, della vena cava superiore, della vena anonima, della giugulare destra e sinistra e della vena azygos".

Per rimuovere il tumore, i medici di Rizzoli e Sant’Orsola hanno dovuto "abbassare la temperatura corporea a 19 gradi e interrompere temporaneamente l'afflusso di sangue al cervello e a tutti gli organi". Questo ha permesso ai chirurghi di rimuovere la neoplasia e ricostruire le strutture colpite. "La vasta esperienza nel trattamento della patologia aortica complessa e nei trapianti di cuore ci ha facilitato il compito- spiegano ancora gli specialisti- e' stato comunque un intervento estremamente impegnativo".

Il chirurgo toracico Giampiero Dolci sottolinea in particolare la "collaborazione continua per tutta la durata dell'atto chirurgico" tra gli specialisti di Rizzoli e Sant’Orsola. "La possibilita' di interazione e collaborazione di centri di eccellenza a Bologna ha permesso tale intervento di estrema complessita'- afferma Dolci- nel caso specifico, la difficolta' dell'intervento era determinata anche dall'estensione della malattia nella cavita' toracica a livello del manubrio sternale e delle prime coste, che ne ha reso necessaria l'asportazione". Per Massimiliano De Paolis, chirurgo ortopedico del Rizzoli che ha operato nell'equipe, "senza la presenza contemporanea in sala operatoria delle particolari specializzazioni dei nostri due ospedali, non sarebbe stato possibile affrontare una situazione cosi' difficile. Sui sarcomi la nostra esperienza al Rizzoli e' cresciuta notevolmente. Oggi siamo in grado di a sportare anche tumori molto estesi, con interventi detti di maxi-chirurgia, che in alcuni casi possono richiedere il coinvolgimento di altre figure specialistiche".