L’ormone ADH contribuisce alla regolazione dell’equilibrio idrico dell’organismo. In condizioni normali, infatti, tale ormone aiuta a mantenere costante il volume plasmatico (la componente liquida del sangue), favorendo il riassorbimento di acqua da parte dei reni. Questo delicato equilibrio viene messo a dura prova dalla sindrome, in quanto l’iper produzione di ADH limita eccessivamente l’espulsione di liquidi attraverso l’urina. Il corpo dei pazienti affetti da SIADH, infatti, trattiene troppa acqua rispetto alle esigenze fisiologiche. La principale conseguenza di tale disordine consiste nella diluizione dei livelli di diverse sostanze presenti nel sangue, come il sodio.
La sintomatologia è legata sia alla gravità del deficit di sodio sia alla velocità con cui progredisce la sindrome. In genere le prime manifestazioni cliniche consistono in mal di tesa e nausea, spesso associate a sensazione di offuscamento e confusione mentale, perdita di memoria, disorientamento e problemi di equilibrio. Nei casi più gravi la SIADH può portare allo sviluppo di un edema cerebrale e al coma.