Questo disturbo del comportamento alimentare si contraddistingue per le cosiddette “crisi bulimiche”, ossia per l’ingestione di eccessive quantità di cibo in un lasso di tempo piuttosto circoscritto (un paio di ore). Il bulimico mangia senza una reale necessità e senza provare piacere, perdendo il controllo. Spesso vengono ingeriti cibi ad alto contenuto calorico o di grassi, e nei casi più gravi si può arrivare ad assumere alimenti avariati o crudi. In ogni caso, il paziente non riesce a smettere e continua ad abbuffarsi fino a star male. Lo stomaco, infatti, si allarga e si distende fino a causare una sensazione di eccessiva pienezza e dolore. Anche a causa di tali sensazioni, nel paziente emerge quindi un senso di colpa e la necessità di “smaltire” le calorie in eccesso accumulate. Di conseguenza, spesso dopo le abbuffate vengono messi in pratica i cosiddetti comportamenti di compensazione: vomito, a volte auto-indotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci ed eccessiva attività fisica.
La bulimia di solito insorge in età adolescenziale, spesso in seguito ad una dieta e ad una perdita di chili corporeo, anche se a differenza dell’anoressia questo disturbo colpisce anche persone sovrappeso. Le abbuffate tendono ad essere ricorrenti (alcuni pazienti sono interessati da crisi bulimiche anche un paio di volte al giorno) e sono spesso innescate da stress psicosociali. Il paziente bulimico è spesso in preda all’angoscia e ai sensi di colpa, e il disturbo si associa in genere ad una vera e propria ossessione per il proprio peso corporeo e per le proprie forme, a sensazioni di vergogna e bassa autostima e nei casi più gravi può portare anche alla depressione.
Le conseguenze della bulimia nervosa interessano sia la sfera relazionale che il piano clinico. Il bulimico, infatti, tende a isolarsi ed evitare i contesti sociali, specie se si tratta di cene in compagnia. Dal punto di vista medico, poi, l’eccessivo ricorso a farmaci e lassativi può causare una lunga serie di complicazioni: dalle lacerazioni esofagee alla rottura gastrica, passando per generici sintomi gastrointestinali, irregolarità del ciclo mestruale, complicanze renali e aritmie.