Nei casi di interventi chirurgici con resezione intestinale, il sospetto diagnostico di intestino corto viene sollevato dallo stesso chirurgo nell’immediata fase post-operatoria sulla base della lunghezza e della anatomia dell’intestino residuo. Negli altri casi, il sospetto è dato dalla associazione di sintomi gastrointestinali, calo di peso e disidratazione che si protraggono per settimane o mesi. Il quadro clinico non va confuso né con le gastroenteriti acute, che si risolvono in pochi giorni, né con la stitichezza cronica, che non si associa a calo di peso. In presenza di malattie congenite, la diagnosi può derivare da accertamenti effettuati durante la gravidanza oppure da sintomi che compaiono nei primi giorni di vita. Il paziente viene inizialmente a contatto con il chirurgo, il gastroenterologo, l’internista o lo specialista in scienza dell’alimentazione, i quali potranno indirizzarlo ai centri esperti che, peraltro, sono pochi, dato che si tratta di una patologia rara. Presso l'IRCCS Policlinico di Sant'Orsola, in particolare, è attivo il Centro di Riferimento per la regione Emilia-Romagna