Nonostante la lenta evoluzione, la malattia renale cronica rappresenta una grave condizione medica, dagli esiti spesso irreversibili. La progressiva compromissione della funzione renale comporta infatti un aumento delle scorie metaboliche nel sangue e l’accumulo anomalo di fluidi in varie parti del corpo. Anche i sintomi si manifestano e si aggravano gradualmente con il peggiorare della malattia.
I soggetti affetti da insufficienza renale da lieve a moderata potrebbero mostrare solo sintomi lievi, come la necessità di urinare molte volte durante la notte (nicturia). La nicturia si verifica perché i reni non riescono ad assorbire l’acqua proveniente dalle urine per ridurne il volume e concentrarla, come avviene normalmente durante la notte.
Con il progressivo peggioramento della funzionalità renale e l’accumulo di una maggiore quantità di scorie metaboliche nel sangue, il soggetto può sentirsi affaticato e in genere debole e può diventare meno vigile mentalmente. Può derivarne un respiro affannoso e anche l’anemia contribuisce ad alimentare la sensazione di affaticamento e debolezza generalizzata. L’accumulo di scorie metaboliche può causare inappetenza, nausea, vomito e un sapore sgradevole in bocca, che possono portare a denutrizione e a perdita di peso. I soggetti con malattia renale cronica tendono a sviluppare facilmente ecchimosi (lividi superficiali) o a sanguinare per un tempo insolitamente lungo dopo tagli o altre lesioni. Inoltre, l’accumulo di acido urico nel sangue, frequente nei soggetti con malattia renale cronica, può causare gotta, una forma di artrite che si manifesta con dolore e gonfiore alle articolazioni. La malattia renale cronica riduce anche la capacità dell’organismo di combattere le infezioni.