La diagnosi si basa essenzialmente sull’esecuzione di un esame endoscopico, che permette ai medici di osservare le condizioni del colon, e su un test genetico, ossia sul prelievo di un campione di sangue e sulla successiva analisi del DNA. Nel caso la mutazione del gene APC venga confermata, occorre estendere il test genetico a tutti i familiari di primo grado. Se nel colon del paziente vengono effettivamente individuati dei polipi, inoltre, può essere consigliata l’asportazione di alcuni frammenti di tessuto e la successiva analisi istologica in laboratorio.
Come detto, tuttavia, la poliposi adenomatosa familiare si manifesta con sintomi evidenti solo ad anni di distanza dalla comparsa dei primi polipi, e può facilmente portare allo sviluppo di un cancro. Per questo motivo i familiari dei pazienti affetti da FAP vengono monitorati fin da piccoli. La presa in carico, infatti, inizia già verso i 10-12 anni di età. Occorre sottoporsi a controlli costanti e a colonscopie ogni sei mesi fino alla comparsa di 20-30 polipi.