Il trofoblasto è una struttura cellulare che è presente sin dall’inizio dello sviluppo embrionale e che circonda la blatocisti (ossia il futuro embrione). In condizioni normali questo tessuto ha il compito di permettere l’annidamento dell’uovo fecondato nella mucosa dell’endometrio. A partire all’incirca dall’ottavo giorno, poi, svolge anche un ruolo nutritivo nei confronti dell’embrione e inizia ad evolvere nella placenta.
In caso di mola vescicolare, tuttavia, tali cellule si sviluppano in modo anomalo. I villi coriali (prolungamenti molto vascolarizzati che costituiscono la parte embrionale della placenta) degenerano infatti in vescicole piene di liquido, impedendo il corretto scambio di risorse tra madre e figlio. Tale processo avviene tendenzialmente intorno al secondo mese di gestazione e può riguardare la placenta nella sua interezza (mola vesciolare totale) o solo una sua porzione (mola vescicolare parziale).
Nella stragrande maggioranza dei casi il feto non sopravvive a un simile processo degenerativo. Nella fase iniziale la gravidanza può apparire del tutto normale, anche se molte gestanti lamentano sintomi specifici (nausea severa, perdite di sangue vaginali di colore rosso scuro e dolore pelvico). Spesso, inoltre, l’aumento delle dimensioni dell’utero è decisamente più rapido rispetto alle tempistiche abituali, e la paziente può notare perdite di tessuto simili a grappoli d’uva.