Il termine “atresia esofagea” include in realtà un ampio ventaglio di varianti anatomiche: questo significa che la malformazione può svilupparsi in diverse forme a seconda che la parte superiore o inferiore (o entrambe) siano o meno collegate con la trachea.
In oltre la metà dei casi, inoltre, l’atresia è associata a malformazioni a carico di altri organi e apparati: cardiopatie, malformazioni uro-genitali, anomalie vertebrali, anomalie scheletriche degli arti, malformazioni ano-rettali e del restante apparato gastroenterico. Alcune delle malformazioni associate non influenzano la prognosi o l’iter della correzione chirurgica, mentre in altri casi si rivelano determinanti.
Alla nascita il paziente affetto da atresia esofagea presenta una “apparente” ipersalivazione, che in realtà è dovuta all’impossibilità di ingerire la saliva prodotta in quantità normale (che tende a accumularsi nella tasca a fondo cieco della parte superiore dell’esofago e quindi ad essere rigurgitata). Il neonato può presentare inoltre tosse, cianosi e distress respiratorio