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Il Miracolo di Romeo: ricostruito l'esofago a due giorni dalla nascita

In corsia

26 Gennaio 2026

Il piccolo Romeo è nato nel pomeriggio del 24 dicembre con una malformazione congenita: l’assenza di un tratto di esofago. Il giorno di Santo Stefano, ad appena due giorni di vita, è stato sottoposto a un delicato intervento in toracoscopia, la cosiddetta chirurgia mini-invasiva, dall’équipe del professor Marcello Dòmini, Direttore della Chirurgia Pediatrica, in collaborazione con Anestesiologia Pediatrica guidata da Fabio Caramelli.

Romeo è nato con un’atresia esofagea – in Italia si registrano circa 50 casi all’anno – una condizione che impedisce la normale deglutizione.
"La particolarità di questo caso – spiega il professor Dòmini – è che siamo riusciti a operarlo in toracoscopia, quindi praticando soltanto tre piccoli accessi, poco più grandi di una penna: uno per la telecamera e due per gli strumenti chirurgici. Dopo aver fatto collassare temporaneamente il polmone, per ottenere maggiore spazio di manovra, si pratica una sutura che ha permesso di ricongiungere i due pezzi dell’esofago, consentendo al bambino di deglutire normalmente".

Si tratta di un intervento complesso da eseguire in modalità mini-invasiva.
"È solo la terza volta che va a buon fine qui a Bologna – aggiunge Dòmini – perché può capitare che si inizi in maniera mini-invasiva e si debba poi passare a un intervento a cielo aperto, molto più invasivo, soprattutto per un neonato".

"Dopo la radiografia di controllo, quando abbiamo visto che tutto era andato bene, io e il mio aiuto Michele Libri ci siamo abbracciati. È stato un momento davvero commovente per tutti noi".

Il professor Dòmini sottolinea infine l’importanza del lavoro di squadra: "L’intervento chirurgico è sempre il risultato di un lavoro collettivo: inizia da quando l’operatore socio-sanitario accompagna il bambino in sala operatoria e prova a farlo sorridere, e prosegue quando lo strumentista ti passa i ferri giusti senza che tu debba nemmeno chiederli, perché è talmente concentrato che sa già quello che ti serve".

Il piccolo è stato dimesso e tornato a casa per conoscere la sorellina di quattro anni, Anita, che ancora non lo aveva visto. In questi giorni Romeo ha compiuto un mese: "adesso si attacca al seno normalmente, prende il mio latte, dorme, sta in braccio, fa tutto quello che deve fare un neonato - racconta la mamma Claudia - a vederlo così non direi che ha passato tutto quello che ha passato".

 

Qui l'articolo completo su La Repubblica di Bologna 

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