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Un nuovo test rapido per lo screening della schistosomiasi, una malattia tropicale negletta

In corsia

27 Gennaio 2026

Un gruppo di ricerca dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola ha dimostrato la validità di un nuovo test rapido che necessita di una sola goccia di sangue per la diagnosi della schistosomiasi. Lo studio, pubblicato su Travel Medicine and Infectious Disease, mostra che la sensibilità e la specificità del test sono elevate, rendendolo adatto come tecnica non invasiva di screening anche in aree non endemiche.

 

Un parassita tropicale non più cosi distante

La schistosomiasi è una delle principali Malattie Tropicali Neglette (Neglected Tropical Diseases, NTDs), ancora oggi tra le più diffuse al mondo. È provocata da parassiti del genere Schistosoma, che si trasmettono attraverso l’acqua dolce contaminata. Quando un individuo entra in contatto con queste acque, che generalmente sono quelle di fiumi o laghi, le larve penetrano nella pelle e raggiungono i vasi sanguigni, dove maturano in vermi adulti. Le femmine depongono uova che si accumulano negli organi interni, causando infiammazioni croniche e danno d’organo progressivo.

Nel mondo sono oltre 250 milioni le persone infette e circa 800 milioni quelle che vivono in aree a rischio in Africa, Asia e America Latina (dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità). Negli ultimi anni la schistosomiasi è diventata un tema anche per la medicina europea: i flussi migratori da paesi endemici e il turismo hanno portato un rischio di introduzione della malattia anche alle nostre latitudini. Ma non solo, abbiamo assistito a diversi focolai di infezione contratta direttamente in Europa meridionale, i primi casi in Corsica nel 2014, anche a causa dell’innalzamento delle temperature che stanno rendendo i nostri territori sempre più idonei per la trasmissione del parassita.

La malattia può rimanere asintomatica per anni, rendendo lo screening l’unica via per identificarla. Quando i sintomi compaiono, possono includere dolore addominale, diarrea alternata a stipsi, sangue nelle urine, prurito diffuso. Nel lungo periodo, la malattia può evolvere in tumore della vescica, fibrosi epatica, cirrosi, ostruzione urinaria e sterilità.

“Molte persone infette non sanno di esserlo e non vengono trattate, la schistosomiasi è una malattia curabile ma per farlo bisogna prima diagnosticarla. In Italia il rischio è sottovalutato, chi arriva da aree endemiche spesso non si sottopone a controlli specifici.” spiega il dott. Michele Bacchiega, giovane infettivologo dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola che sotto la guida della dott.ssa Bianca Granozzi ha partecipato attivamente allo studio nella fase di reclutamento e raccolta dei campioni.

Fino ad oggi, la diagnosi di schistosomiasi si è basata sulla ricerca microscopica delle uova del parassita nelle urine o nelle feci (molto specifica ma poco sensibile, con meno del 50% di casi rilevati) e test immunologici su siero, come ELISA o Western Blot, ma queste tecniche richiedono un prelievo di urina, feci o sangue e diversi giorni per avere il risultato. Questi limiti rendono difficile avviare programmi di screening diffusi ed è per questo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC) indicano come priorità lo sviluppo di test “point-of-care” (POC): strumenti rapidi, economici e utilizzabili direttamente. 

 

Il nuovo test rapido Black-ICT

Per rispondere a questa esigenza un team dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola ha condotto per la prima volta uno studio su un tipo di test “point-of-care” (POC), non ancora commercializzato, per la diagnosi di schistosomiasi: il test Black-ICT su sangue capillare da puntura del dito. Si tratta di una versione modificata di un test già esistente, che ha una matrice nera al posto di quella rosa tradizionale, una modifica apparentemente banale che migliora la leggibilità del risultato quando si usa sangue intero, rendendo possibile l’esecuzione del test con una sola goccia ottenuta da puntura del dito. Questo test è stato testato per verificarne la sensibilità diagnostica e confrontato con gli altri test già in uso.

Lo studio è stato condotto su 198 persone afferenti agli ambulatori del’ U.O. Malattie Infettive del Policlinico di Sant’Orsola. Il reclutamento si è basato su area di provenienza da paesi endemici, presenza di sintomi e analisi del sangue alterate per gli eosinofili, una variazione negli esami del sangue che si correla con l’infezione, ed è stato svolto tra il settembre 2021 e il maggio 2023.

Ogni partecipante è stato sottoposto sia al tradizionale test ICT su siero sia al nuovo test Black-ICT su sangue capillare da puntura del dito. Per un confronto più ampio, a questi test sono stati affiancati anche test ELISA e Western Blot per la conferma sierologica e l’esame microscopico delle feci o delle urine per la ricerca delle uova. 

Il risultato: alta affidabilità e notevole semplicità d’uso del nuovo Black-ICT che nel 97,5% dei casi ha fornito risultati validi mostrando un’ottima sensibilità e specificità, risultati comparabili a quelli dei test di laboratorio più complessi, ma con un grande vantaggio: il Black-ICT non richiede prelievo venoso, centrifugazione o personale specializzato.

“Questo test potrebbe essere usato direttamente nei centri di accoglienza, negli ambulatori di medicina generale o nelle missioni sanitarie, senza dover trasportare campioni o attendere giorni per i risultati, e ora possiamo dire che è anche molto affidabile” spiega la dott.ssa Margherita Ortalli, microbiologa dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola.

Lo studio, a cui dedichiamo questa puntata della rubrica “i Martedì della Ricerca”, è stato realizzato dall’Unità Operativa di Microbiologia diretta dalla Prof.ssa Tiziana Lazzarotto e dall’Unità Operativa di Malattie Infettive diretta dal Prof. Pierluigi Viale dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, in collaborazione con l’Università di Bologna, l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e l’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna.

È da giugno 2022 che al Policlinico di Sant’Orsola è attivo l'Ambulatorio Parassitosi Endemiche e Malattie Tropicali gestito dalla Dr.ssa Bianca Granozzi che si occupa, in collaborazione con il Settore di Parassitologia (referente Dott.ssa Margherita Ortalli) della diagnosi e della cura delle NTDs. Dal 2024 ha esteso le proprie attività all’esterno con uno screening extra-ospedaliero per le NTDs, un’iniziativa che in collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica mira a individuare precocemente i casi d'importazione, per ridurne le complicanze a lungo termine, limitare i costi per il Servizio Sanitario Nazionale e promuovere la sorveglianza epidemiologica. 

Le Malattie Tropicali Neglette o Neglected Tropical Diseases (NTDs) sono un insieme di patologie definite neglette in quanto sono presenti soprattutto nei paesi a più scarse risorse sanitarie, economiche e sociali e perché allo stato attuale gli investimenti per fronteggiarle sono assolutamente inadeguati, sono causate da diversi agenti infettivi ed hanno un impatto drammatico a livello globale. Viene stimato che colpiscano oltre 1 miliardo di persone e causino oltre 500.000 morti ogni anno nel mondo. Per questo nel 2021 la WHA (World Health Assembly) ha indetto di celebrare ogni 30 gennaio la “Giornata Mondiale delle Malattie Tropicali Neglette” (NTDs Day) per creare consapevolezza su queste devastanti malattie e coinvolgere la popolazione nel supporto per contrastarle. 

Il 2026 rappresenta un anno speciale per la celebrazione della Giornata Mondiale delle Malattie Tropicali Neglette e della Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra poiché sarà Bologna la città italiana protagonista della sensibilizzazione e formazione su queste malattie dimenticate. Grazie alla sinergia tra la Rete Italiana delle Malattie Tropicali Neglette e l'IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, in collaborazione con AIFO ETS, si terrà a Bologna dal 29 al 31 gennaio un evento organizzato su tre giornate per sensibilizzare e fare il punto sulle strategie di diagnosi precoce, prevenzione, ricerca e coordinamento dei progetti nazionali e internazionali (Giornata mondiale delle Malattie Tropicali Neglette – NTDs Day – Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra | mcc studio). 

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