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Operata in chirurgia robotica per una massa nell'ovaio alla 17° settimana di gravidanza. "Mia figlia mi ha salvato la vita"

In corsia

10 Marzo 2026

Francesca, il marito e la piccola Cloe

La prima ecografia di controllo dopo essere rimasta incinta rivela la presenza di una massa nell’ovaio. “Guardando indietro nel tempo è come se la mia bambina mi avesse salvata – racconta Francesca, 38enne di Pesaro – senza quell’ecografia non so quando mi sarei accorta che nel mio ovaio c’era una massa. Allora è stato un vero colpo, ero preoccupata sia per la mia salute che per quella del piccolo”.  

Subito l’invio dalle Marche all’Unità Operativa di Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, diretta dal prof. Renato Seracchioli e punto di riferimento regionale e nazionale per le patologie degli organi riproduttivi. 

“Quando abbiamo visitato Francesca la massa era già cresciuta molto in poco tempo – spiega il prof. Seracchioli – quindi abbiamo valutato fosse importante, vista la natura incerta del tumore, operare il prima possibile la paziente per rimuoverlo. Operare una donna incinta è sempre complesso, anche in casi clinici apparentemente semplici come quello di Francesca, questo perché sul tavolo operatorio ci sono effettivamente due pazienti contemporaneamente, di cui valutare i parametri, di cui tenere conto ad ogni passo e soprattutto di cui prendersi cura. Avere un equipé altamente specializzata e una tecnologia precisa come quella robotica è fondamentale”. 

L’intervento è avvenuto alla 17esima settimana di gestazione con l’ausilio della chirurgia robotica, mamma e la piccola hanno superato l’intervento e stanno bene. Sono tornati a casa dove Francesca potrà proseguire con la gravidanza come di consueto, grazie a un esito dell’esame istologico che non richiede ulteriori terapie.

“Per me e mio marito l’arrivo dell’esito dell’esame sul tumore è stato il momento più bello – conclude Francesca – insieme a scoprire una volta sveglia che entrambi stavamo bene. Siamo tornati a casa e ci prepariamo ad accogliere nella nostra famiglia la nostra piccola”.

Ginecologia è Fisiopatologia della riproduzione umana  
L’Unità Operativa di Ginecologica e Fisiopatologia della Riproduzione Umana rappresenta un centro di eccellenza nell’ambito della chirurgia mini-invasiva, endoscopica, dell’endometriosi (rappresenta il centro hub di secondo livello per i casi più severi) e della patologia uterina. Ogni anno sono oltre 5000 gli interventi chirurgici effettuati. 
Diretto sempre dal prof. Renato Seracchioli, l’unità operativa accoglie anche il Centro per l’Infertilità e la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), da tempo un punto di riferimento per le coppie che desiderano una gravidanza, con numeri in costante crescita: 11.200 accessi ambulatoriali mediamente ogni anno, mentre sono circa 800 prelievi degli ovociti. Con l’introduzione della PMA nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA) a inizio 2025, poi, il Centro ha ricevuto un ulteriore aumento di richieste di prime visite da parte di coppie residenti in altre regioni, spesso attratte dalla possibilità di accedere a trattamenti di PMA eterologa in regime di Servizio Sanitario Nazionale.

Il centro si occupa anche dei percorsi di preservazione della fertilità in pazienti oncologiche che prima di sottoporsi a trattamenti che possono compromettere la fertilità come la chemioterapia o la radioterapia, possono scegliere di crioconservare i propri gameti (ovociti o liquido seminale) o il tessuto ovarico per poi utilizzarli una volta guarite o guariti. Soltanto negli ultimi due anni sono stati eseguiti oltre 270 crioconservazioni del liquido seminale, 200 cicli di preservazione della fertilità mediante crioconservazione degli ovociti e 140 interventi di crioconservazione di tessuto ovarico. Dall’inizio dell’attività il Centro ha inoltre effettuato oltre 50 reimpianti di tessuto ovarico precedentemente crioconservato: procedure che hanno permesso di ottenere 14 gravidanze e 11 parti. 

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