Due fattori tendono a svolgere un ruolo nella dismotilità intestinale: le alterazioni della muscolatura dell'intestino (alterazione nota come miopatia) o dei segnali nervosi che regolano la funzione dei muscoli dell’intestino (neuropatia). Spesso possono essere presenti entrambe le alterazioni.
La dismotilità intestinale cronica è classificata come psuedo-ostruzione intestinale cronica (PSO o acronimo inglese CIPO, chronic intestinal pseudo-obstruction) quando sono presenti segni radiologici di intestino dilatato oppure come dismotilità enterica (acronimo inglese ED, enteric dysmotility) quando non sono presenti caratteristiche radiologiche di un intestino dilatato. Rientrano nella definizione di dismotilità intestinale cronica anche i quadri di gastroparesi, dove l’alterazione della motilità è limitata allo stomaco.
Gastroparesi, CIPO ed ED sono classificate come primaria/idiopatica, quando nessuna causa può essere dimostrata, o secondaria, quando sono dovute a malattie gastrointestinali o sistemiche note, sporadiche o genetiche, o ad altri fattori noti, come ad esempio gli effetti collaterali di farmaci.
La CIPO è nell’elenco delle malattie rare riconosciute dal SSN.
La malattia primaria esordisce nella prima infanzia o nella seconda o terza decade di vita. Le forme secondarie possono comparire a qualsiasi età.