Cos'è
L’epilessia è una malattia neurologica cronica caratterizzata da crisi epilettiche ricorrenti causata da un’attività elettrica anomala nel cervello.
L’epilessia è una malattia neurologica cronica caratterizzata da crisi epilettiche ricorrenti causata da un’attività elettrica anomala nel cervello.
Le crisi epilettiche si manifestano in modo diverso a seconda dell’area cerebrale interessata. I sintomi sono quindi molto variabili tanto in termini di intensità quanto di tipologia. L’elenco delle manifestazioni cliniche più frequenti include:
Alcuni soggetti interessati da epilessia possono manifestare anche cambiamenti comportamentali e, in alcuni casi, sintomi psicotici.
In genere una crisi epilettica comincia in modo imprevisto ed improvviso ed è di breve durata (pochi secondi o minuti). Nella maggior parte dei casi, i soggetti interessati da epilessia tendono a manifestare sintomi singoli ad ogni crisi epilettica.
È importante notare che una singola crisi epilettica non comporta necessariamente una diagnosi di epilessia. La malattia viene definita tale soltanto se si verificano due o più crisi epilettiche.
Crisi epilettiche focali e generalizzate
Le crisi epilettiche vengono distinte in focali e generalizzate a seconda delle manifestazioni cliniche che dipendono dall’area del cervello interessata e dalla propagazione dell’anomala attività elettrica.
Le crisi epilettiche focali, in particolare, si sviluppano a partire da una specifica area del cervello e si dividono a loro volta in due categorie:
Le crisi epilettiche generalizzate, invece, coinvolgono tutto il cervello e si differenziano a loro volta in sei categorie:
Le cellule del cervello comunicano con le aree di tutto il corpo grazie a messaggi trasmessi attraverso impulsi elettrici. In caso di epilessia, l’equilibrio elettrico si rompe: in una o più aree del cervello si sviluppa infatti un’attività elettrica intensa e anomala, che determina di conseguenza i sintomi delle crisi epilettiche.
A volte, le cause di questo fenomeno (e, quindi, le cause dell’epilessia) restano sconosciute. In altri casi l’origine è legata a:
Alcuni eventi o condizioni possono agire da fattori di rischio per lo sviluppo di crisi epilettiche. Tali fattori non sono quindi causa dell’epilessia, ma possono agire da fattori di innesco delle crisi. L’elenco dei possibili trigger include:
Soltanto alcuni soggetti affetti da epilessia risultano sensibili a tali fattori di innesco. Spesso le crisi epilettiche si manifestano infatti in modo improvviso e imprevisto.
L’epilessia può insorgere a qualsiasi età, ma i maggiori picchi di incidenza si hanno durante l’infanzia e dopo i 65 anni.
Per quanto riguarda l’età pediatrica, in particolare, la diagnosi viene effettuata ad opera del Neurologo Pediatrico esperto in Epilessia, si basa anzitutto sull’attenta analisi dei sintomi e dell’andamento delle crisi epilettiche anche tramite elettroencefalogramma.
Il paziente viene poi sottoposto a diversi accertamenti per cercare di identificare la causa dell’epilessia. Nel corso dell’iter possono essere eseguiti analisi del sangue, videoelettroencefalogrammi prolungati, esami di imaging (TC, risonanze magnetiche e PET) e test neuropsicologici (per valutare lo stato cognitivo).
La terapia dell’epilessia mira a evitare, limitare o contenere le crisi epilettiche. Le terapie si distinguono in mediche e chirurgiche.
La somministrazione di farmaci anti-epilettici rappresenta la prima opzione terapeutica e ottiene nella maggior parte dei casi una risoluzione della sintomatologia epilettica.
Nei casi in cui, durante la ricerca della causa dell’epilessia, gli accertamenti strumentali riescano ad identificare una zona epilettogena e quella che in gergo viene definita una “concordanza elettro-clinica”, viene valutata la possibilità di rimuovere chirurgicamente la zona in cui “nasce” l’epilessia. Questo complesso percorso che prende il nome di “chirurgia dell’epilessia”, oggi ottiene ottimi risultati in termini di guarigione dei pazienti epilettici.
Nei casi in cui la chirurgia dell’epilessia non sia attuabile e la terapia farmacologica non sia efficace, è possibile mettere in campo provvedimenti “avanzati” che non agiscono direttamente sulla causa dell’epilessia, ma riescono a migliorare la gravità/frequenza delle crisi. Questi provvedimenti includono la dieta chetogenica e la stimolazione del nervo vago (procedura chirurgica che prevede l’impianto di un dispositivo simile a un pacemaker, in grado di stimolare il nervo vago).
Tutti gli approcci terapeutici richiedono un team multidisciplinare dedicato costituito da Neurologi, Neuroradiologi e Neurochirurghi, al fine di potere proporre al singolo paziente una terapia personalizzata e rivolta ad ottenere a lungo termine i migliori esiti con i minori rischi. Presso il Policlinico di Sant’Orsola, in particolare, è attivo il centro di riferimento per l’epilessia dell’età evolutiva.
L’elenco include alcuni dei trattamenti potenzialmente associati a questa malattia

