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“Immagini dal deserto”: un viaggio tra teatro e Alzheimer

Focus

13 Maggio 2026

Un momento dello spettacolo "Immagini dal deserto"

“Diversi caregiver hanno espresso orgoglio e felicità nel vedere i propri familiare sul palco. Li hanno visti tornare a sorridere, a ballare, a mettersi in gioco per comunicare un grande messaggio”. 

Maria Macchiarulo, direttrice della Geriatria Geriatria Acuti, Ortogeriatria e Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS, si riferisce ad “Immagini nel deserto”, spettacolo teatrale che lo scorso 9 maggio è stato portato in scena da undici anziani con Alzheimer ed altre forme di deterioramento cognitivo a diversi livelli di gravità. Sul palco dell’ex Monastero della Visitazione, insieme ad alcuni attori della Compagnia della Riserva e a specialisti dello stesso CDCD del Sant’Orsola, hanno dato vita a una rappresentazione teatrale ricca di emozioni, capace di commuovere e far riflettere. 

Lo spettacolo nasce nell’intervento psicosociale “La Teatroterapia nella demenza” affidato dall’equipe del CDCD del Policlinico alla Fondazione Sant’Orsola con il poeta e artista Valerio Grutt. Verrà riproposto a teatro a settembre, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer.

Sul palco alcuni giovani attori e 11 anziani con Alzheimer hanno impersonato un gruppo di viandanti che vagano nel deserto da talmente tanto tempo da non ricordare più da dove sono partiti, dove sono diretti e, soprattutto, per quale motivo si sono messo in viaggio. Tra miraggi, misteriosi rituali e incontri improbabili, una sola certezza: la sete. Cercano l’acqua.

“Questo spettacolo rappresenta una metafora della vita di tutti, oltre che della malattia – spiega Macchiarulo – Trasporta i caregivers in un percorso di sensazioni dense di orgoglio e felicità nel vedere i propri familiari partecipi della rappresentazione. Ma soprattutto, si tratta di una forma di terapia per tutti: per le persone con fragilità cognitiva, per gli attori, per i caregivers ma anche per tutti gli spettatori. La cosa più interessante di questo progetto è, infatti, che gli anziani non fingono di non avere la malattia che hanno, ma proprio il loro non ricordare diventa immagine di uno smarrimento che a ben guardare è di tutti”.

Il progetto di teatroterapia, che ha coinvolto anche alcuni studenti dell’Accademia Belle Arti di Bologna in qualità di scenografi e aiuto registi, si inserisce in una lunga serie di iniziative promosse dalla Fondazione Sant’Orsola e dal CDCD del Policlinico (su tutte, il laboratorio di musicoterapia settimanale), pensate per aiutare la persona con demenza e chi se ne prende cura, con l’obiettivo di migliorare qualità di vita, autonomia, comportamento e benessere emotivo. 

La teatroterapia, in particolare, è un intervento psicosociale espressivo che utilizza tecniche teatrali come recitazione, improvvisazione, movimento, voce e narrazione con finalità terapeutiche, riabilitative o educative. In presenza di un disturbo neurocogntivo maggiore, può essere usata per stimolare la comunicazione, l’espressione emotiva, memoria autobiografica, la relazione con gli altri, l’autostima e la partecipazione sociale.

Le attività possono includere: giochi di ruolo, mimica e movimento corporeo, lettura o costruzione di storie, improvvisazione, uso di musica e oggetti scenici, esercizi di gruppo. Non conta “saper recitare”, ma vivere un’esperienza relazionale e creativa.
Come ogni intervento psicosociale, ha tra gli obiettivi principali la riduzione dell’agitazione, dell’ansia, dell’apatia o dell’aggressività, ma punta anche a favorire autonomia e comunicazione, mantenere le capacità residue, ridurre l’isolamento sociale, alleggerire lo stress dei familiari e caregiver.

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