Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.

Preferenze cookies
Cerca

Trattamenti

Approfondisci alcune delle principali prestazioni terapeutiche del Policlinico

156 Risultati
Adenomectomia prostatica tansvescicale (ATV)

L’adenomectomia prostatica transvescicale consiste nell’asportazione di un adenoma prostatico, ossia di una porzione della prostata ingrossata a tal punto da schiacciare l’uretra e impedire il corretto passaggio dell’urina. Si tratta di un intervento “per via tradizionale”, eseguito cioè con tecnica a cielo aperto. Per raggiungere la prostata, infatti, i chirurghi aprono un incisione di qualche centimetro al di sotto dell’ombelico, operando poi direttamente sulla ghiandola e rimuovendo così l’adenoma. L’intera procedura, che dura all’incirca 60 minuti, viene eseguita solitamente in regime di anestesia loco-regionale (spinale), ma all’occorrenza si può praticare anche l’anestesia generale.

Alcolizzazione cisti

L’alcolizzazione è una procedura terapeutica che consiste in ripetute iniezioni di alcol al 90% all’interno delle cisti del fegato o dei reni, con il preciso obiettivo di portare alla necrosi (morte) di tali raccolte liquide. La procedura può essere eseguita sotto guida ecografica o Tac, in base alla scelta dello staff medico, e prevede il ricorso all’anestesia locale. Per le lesioni di piccolo diametro il trattamento viene effettuato in regime di Day Hospital: il paziente è sottoposto a piccole sessioni separate di iniezioni di alcol (ad esempio una o due volte la settimana). Per le formazioni più grandi, invece, si può utilizzare la tecnica “one-shot”, praticata in regime di ricovero ordinario e sotto effetto di anestesia. Il trattamento, che può provocare dolore passeggero, dura all’incirca una quindicina di minuti ad iniezione. La cisti viene punta con un ago apposito e svuotata del suo liquido, per poi essere nuovamente riempita con un quantitativo di alcol pari ad un terzo del liquido aspirato. Una volta conclusa l’iniezione il paziente viene invitato a cambiare posizione da sdraiato ogni cinque minuti (a pancia in su, pancia in giù, sul lato), in modo da consentire all’alcol di entrare a contatto uniformemente con tutta la parete della cisti. Per finire, l’alcol viene completamente aspirato e la ciste nuovamente svuotata.

Alcolizzazione percutanea delle cisti della tiroide e/o delle paratiroidi

È una procedura ambulatoriale utilizzata per trattare le cisti della tiroide e/o delle paratiroidi. Consiste nell’introdurre un ago sotto guida ecografica, per via percutanea, nella cisti da trattare. Viene quindi aspirato il liquido contenuto nella cisti e, successivamente, viene iniettato lentamente un volume di etanolo corrispondente al 50% del liquido estratto. Per poter eseguire la procedura occorre un agoaspirato negativo. È dolorosa? All’inizio della procedura, verrà somministrato un anestetico locale, a discrezione del medico che esegue la procedura. Quanto dura? La procedura dura circa 15 minuti. Qualora il liquido fosse troppo denso, si inietta qualche cc di etanolo e si riprogramma la manovra dopo circa1 settimana. Il tempo impiegato può variare e dipende molto dalla Sua collaborazione. Alla fine della procedura le verrà chiesto di applicare del ghiaccio sul collo. Quali sono le complicanze? Anche se raramente, l’alcolizzazione può comportare dolore nel punto di ingresso dell’ago o per stravaso di piccole quantità di alcol nel sottocutaneo. Potrà assumere paracetamolo fino a 1000 mgx3 volte al giorno. Potrà discutere più approfonditamente delle possibili complicanze con il medico nel corso delle visita preliminare.

Alcolizzazione percutanea epatica (PEI)

Questo trattamento consiste in ripetute iniezioni di alcol puro (95%) all’interno di noduli del fegato, con l’obiettivo di provocare una necrosi (morte) degli stessi. La procedura, che può essere temporaneamente dolorosa, dura dai 10 ai 20 minuti ad iniezione e prevede l’introduzione di un ago sotto guida ecografica. Per le lesioni di piccolo diametro il trattamento può essere effettuata in regime di Day Hospital: il paziente viene sottoposto a piccole sessioni separate di iniezioni di alcol (ad esempio una o due volte la settimana). Per le formazioni più grandi, invece, si può utilizzare la tecnica “one-shot”, che consiste in una sola iniezione praticata in regime di ricovero ordinario e sotto effetto di anestesia.

Angioplastica coronarica con stent

L’angioplastica è un intervento chirurgico che serve a ripristinare la circolazione nelle arterie ostruite. Nel caso specifico stiamo parlando delle coronarie, i vasi che portano il sangue al cuore e che lo riforniscono continuamente di ossigeno. Si tratta di una procedura mini invasiva, di gran lunga meno impattante rispetto all’installazione di un bypass. Un catetere viene inserito in una delle arterie del corpo, generalmente nella coscia o nel braccio, e poi guidato fino alla coronaria ostruita. A questo punto viene iniettato un colorante rilevabile ai raggi x che, scorrendo con il flusso sanguigno, aiuta ad individuare il punto esatto dell’ostruzione. Una volta verificata la localizzazione dell’ostacolo, il primo catetere può essere rimosso per lasciare il posto ad un nuovo tubicino. Questo secondo catetere trasporta in punta un palloncino, che deve essere posizionato in prossimità dell’ostacolo. Una volta raggiunta l’ostruzione il palloncino viene quindi gonfiato, in modo da espandere lo stent, ossia una piccola maglia composta da fili di metallo che ha il compito di riportare l’arteria alla sua grandezza originaria. Lo stent, in questo modo, funge da impalcatura interna utile a sostenere nel tempo le pareti della coronaria

Annessiectomia

L’annessiectomia è un intervento chirurgico che consiste nell’asportazione degli annessi uterini, ossia delle ovaie e delle tube uterine. Può essere monolaterale (se riguarda solo un’ovaia e la relativa tuba) oppure bilaterale. L’operazione prevede l’anestesia generale e può essere eseguita due diverse tecniche chirurgiche. La procedura laparotomica prevede l’apertura di un’unica ampia incisione a livello del basso addome, e permette ai chirurghi di lavorare “a cielo aperto” sui genitali della paziente. L’intervento, in questo caso, è solitamente più veloce, ma richiede dei tempi di recupero più lunghi. La procedura laparoscopica, al contrario, è solitamente meno invasiva, in quando non comporta l’apertura chirurgica della parete addominale: gli strumenti vengono inseriti attraversi piccoli fori praticati sulla parete addominale, e i medici portano a termine l’operazione grazie all’ausilio di uno speciale strumento dotato di telecamera (il laparoscopio, per l’appunto).

Anteposizione del nervo ulnare

L’anteposizione è una delle principali procedure chirurgiche impiegate nel trattamento della neuropatia del nervo ulnare. L’intervento consiste nel liberare, in anestesia locale o generale, il nervo ulnare (uno dei nervi principali del braccio) e trasportarlo anteriormente al canale cubitale (tratto osseo situato all’altezza del gomito).

Artroprotesi d’anca

Si tratta di un intervento di sostituzione completa dell’anca con due protesi, grazie alle quali è possibile ottenere un miglioramento della funzionalità articolare danneggiata da una patologia. Tali protesi sono costruite con materiali studiati per ottenere la massima tolleranza dei tessuti intorno all’impianto (solitamente con leghe metalliche, ceramiche, polietilene ad altissima densità) e possono essere fissate con o senza cemento acrilico. L’operazione, che ha inizio con un’incisione all’altezza dell’anca, avviene in anestesia locale.

Back to top