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Neglette, ma sempre più vicine. A Bologna una tre giorni per promuovere l'approccio One Health contro le malattie tropicali

Focus

30 Gennaio 2026

Fare il punto sulle strategie di diagnosi precoce, prevenzione, ricerca e coordinamento dei progetti nazionali e internazionali delle Malattie Tropicali Neglette. È l’obiettivo della tre giorni di iniziative organizzate in sinergia dalla Rete Italiana delle Malattie Tropicali Neglette e dall’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola - in collaborazione con AIFO ETS, associazione bolognese impegnata nella cooperazione internazionale – in corso a Bologna in questi giorni (dal 29 al 31 gennaio). Un appuntamento che riunisce sotto le Due Torri specialisti da tutta Italia e rappresenta un’occasione preziosa per coinvolgere istituzioni, personale sanitario, cittadinanza e scuole sui temi sollevati da questo gruppo di malattie.

Malattie come la Dengue, che ogni anno colpisce milioni di persone e causa migliaia di morti soprattutto in Sudamerica ma che recentemente è tornata a crescere anche in Italia -dal 2020 anche con casi autoctoni– fino a toccare il record nel 2024 con centinaia di casi, un terzo dei quali autoctoni. O come la Chikungunya, la cui ripresa a livello globale ha toccato nel 2025 anche il nostro Paese con cluster sparsi tra il Veneto e l’Emilia-Romagna, regione in cui si sono registrati oltre 300 casi autoctoni. O, ancora, la Strongiloidosi (infezione parassitaria che negli ultimi cinque anni, soltanto nel bolognese, è stata diagnosticata in quasi 900 persone) e la Leishmaniosi (128 casi dal 2021 al 2025, sempre in provincia di Bologna).

Nel lungo elenco delle Malattie Tropicali Neglette (Neglected Tropical Diseases – NTDs), ci sono queste e altre 17 malattie o gruppi di malattie che rappresentano una vera e propria emergenza sanitaria nelle aree più povere del pianeta, ma che in alcuni casi (e con numeri per fortuna decisamente più contenuti) si affacciano anche alle nostre latitudini. Questo eterogeneo gruppo di patologie (21 in totale) causate da diversi agenti infettivi – virus, batteri, parassiti e funghi – risponde alla definizione di “neglette” perché, nonostante colpisca nel suo complesso circa un miliardo e mezzo di persone nel mondo e causi più di 500mila morti ogni anno soprattutto nelle zone tropicali, riceve ancora attenzioni e investimenti insufficienti in termini di ricerca, prevenzione, diagnosi e cura. Eppure, oltre a costituire una questione umanitaria di primaria importanza, rappresenta anche un tema di salute globale, dal momento che diverse di queste malattie stanno espandendo la loro presenza nel mondo a causa di scambi internazionali sempre più frequenti e del cambiamento climatico.

Proprio per fare il punto sulle Malattie Tropicali Neglette e sulle strategie da adottare per contenerle, specialisti da tutta Italia si sono dati appuntamento oggi al DAMSLab di Bologna nell’ambito del convegno “Approccio One Health alle NTDs zoonotiche e vettoriali”. L’appuntamento rientra in una più ampia tre giorni dedicata al tema, inaugurata ieri presso la Biblioteca Salaborsa con un incontro rivolto agli studenti dei licei bolognesi sulle Malattie Tropicali Neglette e l’approccio One Health e destinata a completarsi domani nuovamente in Salaborsa con un corso di formazione teorico-pratico rivolto a professionisti della salute (specialisti e medici in formazione specialistica) sulla corretta diagnosi e cura della lebbra (Malattia di Hansen), con attenzione anche agli aspetti sociali e psicologici.

L’evento è organizzato in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Tropicali Neglette - istituita dalla World Health Assembly il 30 gennaio per aumentare la consapevolezza su queste patologie e promuovere l’impegno collettivo per contrastarle - e della 73ª Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra (25 gennaio), che rappresenta per  AIFO un momento fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla lebbra, sul diritto alla salute di miliardi di persone ed è anche un’importante occasione di raccolta fondi a sostegno dei progetti sociosanitari che l’organizzazione di cooperazione internazionale promuove nel mondo. Un impegno comune e due ricorrenze che, anno dopo anno, ricordano che la salute non è un privilegio, ma un diritto universale, un diritto che oggi, in molte regioni del mondo, è ancora negato. In questo contesto, nelle serate del 29 e del 30 gennaio Palazzo del Podestà sarà illuminato di arancione e viola, colori simbolo delle Malattie Tropicali Neglette: un gesto di sensibilizzazione che tradizionalmente accompagna la giornata del 30 gennaio e che quest’anno viene esteso anche alla giornata precedente.

FOCUS - L’approccio One Health: in cosa consiste. Al centro della tre giorni vi è proprio l’approccio One Health, che riconosce come la salute umana sia strettamente connessa a quella animale e ambientale. Un modello che risulta fondamentale per affrontare le Malattie Tropicali Neglette: molte NTDs sono infatti zoonotiche o trasmesse da vettori come le zanzare, e richiedono quindi una visione integrata sia dal punto di vista umano che animale con conseguenti risvolti in tema di sanità pubblica, ricerca, formazione e politiche di prevenzione.

Basato sull’integrazione di diverse discipline, l’approccio One Health riserva particolare rilevanza ai cosiddetti “determinanti della salute”, ossia a quei fattori che influenzano lo stato di salute di un individuo, di una comunità o di una popolazione: stili di vita, condizioni lavorative, accesso ai servizi sanitari, condizioni socioeconomiche, culturali e ambientali, fattori genetici, inclusione delle persone nella società. L’idea alla base di questo approccio è che le disuguaglianze in tema di salute abbiano origine dalle condizioni sociale: di conseguenza, intervenire su queste ultime influenzi, positivamente o negativamente, la salute stessa.

FOCUS - Malattie tropicali neglette sul territorio bolognese e in Emilia-Romagna: i numeri del fenomeno. La crescente mobilità di persone, merci e animali e il cambiamento climatico determinano un aumento del rischio di trasmissione delle Malattie Tropicali Neglette anche alle nostre latitudini. L’aumento delle temperature può infatti facilitare le condizioni per la proliferazione di vettori di alcune patologie, come le zanzare. Ne abbiamo avuto esempio negli ultimi anni tanto a livello nazionale quanto locale.

Il 2025 è stato un anno eccezionale per la Chikungunya, con ben 469 casi confermati a livello nazionale (l’anno precedente erano stati solo 17, dati EpiCentro - Istituto Superiore di Sanità). Soprattutto, mentre 85 casi sono risultati associati a viaggi all’estero, i restanti 384 sono risultati casi autoctoni derivanti da trasmissione locale. Il focolaio di maggiori dimensioni, con 318 casi confermati (tutti sintomatici) è stato localizzato in particolare nella provincia di Modena. Nel territorio dell’Azienda USL di Bologna, in particolare, sono stati accertati cinque casi, due dei quali autoctoni. Per quanto riguarda la Dengue, invece, l’anno record è stato il 2024, con oltre 700 casi a livello nazionale (nel 2021 erano stati appena 11). Lo scorso anno il conteggio si è fermato a quota 217, con nove casi registrati nel territorio dell’Azienda USL di Bologna (3 autoctoni, 6 importati).

Dengue e Chikungunya fanno parte delle arbovirosi, gruppo di malattie causato da virus trasmessi da vettori artropodi (come le zanzare, per l’appunto), ma non sono le uniche malattie neglette presenti a livello locale. La provincia di Bologna è infatti un’area endemica e soggetta ad epidemie multiannuali di Leishmaniosi, parassitosi trasmessa attraverso le punture degli insetti pappataci. Tale infezione nella sua forma “Viscerale”, se non trattata, ha spesso esito letale. Da quindici anni a questa parte i casi accertati sono aumentati sensibilmente, e soltanto dal 2021 al 2025 ne sono stati accertati 128 (67 per la forma viscerale, 61 per quella cutanea).

Anche la Strongiloidosi (infezione parassitaria che può essere contratta tramite contatto con terreno contaminato da feci e che spesso rimane asintomatica per anni) è presente in Emilia-Romagna. Nella sua forma latente ne sono stati diagnosticati quasi 900 casi negli ultimi cinque anni soltanto in provincia di Bologna. Ma nel lungo elenco di malattie tropicali neglette monitorate dalla UO Gestione Clinica delle Emergenze Epidemiologiche dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, diretta dal prof. Luciano Attard, rientrano anche le Echinococcosi (25 casi dal 2021 al 2025), le Teniasi (11 casi), le Schistosomiasi (280 casi) e la Malattia di Chagas (2 casi).
 

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