In cosa consiste
SI tratta della misurazione indiretta del gradiente pressorio venoso epatico, un parametro che viene impiegato per valutare la pressione della vena porta. Rispetto alla misurazione diretta questa tecnica è meno invasiva e presenta un minor rischio di complicanze. La procedura viene eseguita in anestesia locale e prevede l’introduzione di un catetere angiografico. Solitamente tale strumento viene inserito in una vena dell’avambraccio o del braccio, nella vene giugulare destra o nelle vene femorali e poi posizionato delicatamente sotto guida fluoroscopica (vale a dire tramite raggi X). Una volta che il catetere è giunto all’altezza dei vasi sanguigni del fegato vengono quindi eseguite diverse misurazioni sia nella vena sovraepatica, sia in condizioni di flusso libero che bloccato (ossia ostruendo il vaso sanguigno), nella vena cava inferiore e nell’atrio destro. Dopo aver completato le rilevazioni, si procede alla rimozione del catetere e al calcolo della pressione portale.

