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Allergie pediatriche in aumento: al Sant’Orsola 2.300 bambini visitati in un anno

Focus

20 Maggio 2026

allergie

Un fenomeno in crescita: dalle allergie alimentari a quelle respiratorie, fino a farmaci e imenotteri (insetti come api e vespe). “No agli allarmismi, ma saper riconoscere i sintomi e intervenire precocemente è fondamentale”. Il ruolo della ricerca e dell’associazione Asmallergia Bimbi 

Sono circa 2.300 i bambini visitati nel 2025 nell’ambulatorio di Allergologia Pediatrica del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS, in aumento del 3% rispetto all’anno precedente e circa 300 in più del 2023. Dati che confermano un trend in crescita osservato anche a livello internazionale: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, entro il 2050 circa la metà della popolazione mondiale potrebbe essere affetta da patologie allergiche, con un impatto significativo soprattutto in età pediatrica. 

Le allergie pediatriche comprendono un ampio spettro di condizioni. Tra le più frequenti troviamo le forme respiratorie, come la rinite allergica, causata da pollini, acari della polvere e muffe. Sono diffuse anche le allergie alimentari, che colpiscono soprattutto nei primi anni di vita, ma nell’elenco di possibili allergie troviamo anche quelle ai farmaci e agli imenotteri (insetti come api e vespe). La percentuale dei bambini allergici varia a seconda della patologia, in totale si stima che le allergie interessino dal 3 al 20% dei più piccoli, un dato in costante crescita. 

“L’aumento delle allergie è legato a diversi fattori, tra cui l’inquinamento ambientale e i cambiamenti degli stili di vita – spiega il prof. Marcello Lanari, direttore della Pediatria del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS - Si tratta di condizioni sempre più diffuse e spesso sottovalutate, che tuttavia possono incidere in modo importante sulla qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie. Senza lasciarsi andare ad inutili allarmismi, è dunque importante saper riconoscere i sintomi e intervenire precocemente è fondamentale”. 

Proprio per rispondere a questa crescente esigenza, l’associazione Asmallergia Bimbi negli anni ha sostenuto l’attività della Pediatria del Sant’Orsola diretta dal prof. Marcello Lanari, finanziando borse di ricerca e progetti per oltre 120mila euro. Quest’anno, in particolare, il contributo di 25mila euro è destinato ad un progetto di ricerca multicentrico che si pone l'obiettivo di creare un Registro nazionale di pazienti pediatrici con allergie respiratorie trattati con immunoterapia allergene-specifica. Il progetto consentirà di raccogliere dati sull’efficacia e sulla sicurezza di queste nuove opportunità terapeutiche, monitorando nel tempo l’evoluzione clinica dei pazienti. 

“La nostra associazione è nata con l’obiettivo di supportare le famiglie di bambini allergici, proponiamo formazioni per specialisti e incontri divulgativi, sia per il pubblico che nelle scuole dove riteniamo che sia molto importante sensibilizzare sul tema. Ogni anno sentiamo di casi di bambini e ragazzi che muoiono per shock anafilattici, sostenere la ricerca in allergologia pediatrica significa investire nella salute futura dei bambini - spiega Federica Spada, presidente dell’associazione - Vogliamo contribuire a una maggiore diffusione e appropriatezza dell’immunoterapia, a beneficio dei piccoli pazienti e delle loro famiglie”. 

Quando sospettare un’allergia

A seconda del tipo di allergia i segnali possono essere diversi e coinvolgere più organi: dalla pelle, con orticaria e prurito, all’apparato respiratorio, naso chiuso, secrezione nasale, starnuti e prurito, fino ai disturbi gastrointestinali come vomito e diarrea e, nei casi più gravi, reazioni sistemiche. 

“Negli ultimi anni vediamo sempre più genitori preoccupati da informazioni non sempre corrette che circolano online - sottolinea Arianna Giannetti, responsabile dell’ambulatorio di Allergologia pediatrica dell’IRCCS- ma i casi di allergia confermata sono una parte di quelli sospettati. È importante non improvvisare diagnosi o diete di esclusione senza indicazione medica. La rinite allergica, ad esempio, viene spesso confusa con un semplice raffreddore ma a differenza di quest’ultimo non è associata a febbre e tende a ripresentarsi nel tempo. Se non trattata adeguatamente, può favorire lo sviluppo di asma”. 

A chi rivolgersi in caso di sospetta allergia

Il primo riferimento resta il pediatra di libera scelta, che può valutare i sintomi e decidere se sia necessario un approfondimento specialistico. 

La diagnosi si basa su un’attenta anamnesi e su test specifici, come i prick test o analisi del sangue. Una volta individuata la causa, il trattamento prevede un approccio combinato, che si basa sull’evitare il più possibile i contatti con gli allergeni e sulla somministrazione di adeguata terapia farmacologica per il controllo dei sintomi. Per i casi più gravi di allergia respiratoria, inoltre, è disponibile anche l’immunoterapia allergene-specifica: “Si tratta di un trattamento che induce una progressiva tolleranza verso l’allergene responsabile - spiega Arianna Giannetti - e che può cambiare in modo significativo l’evoluzione della patologia, soprattutto se iniziato precocemente”. 

Anche nel campo delle allergie alimentari si stanno sviluppando strategie innovative, come l’immunoterapia orale, che consente di aumentare la soglia di tolleranza all’alimento responsabile, riducendo il rischio di reazioni gravi. 

Consigli utili per i genitori

 Alcune semplici accortezze possono aiutare a ridurre l’esposizione agli allergeni e a controllare i sintomi. Nei periodi di alta concentrazione pollinica, ad esempio, è consigliabile limitare le attività all’aperto nelle ore più critiche, fare la doccia dopo essere stati fuori e utilizzare l’aria di ricircolo in auto. In casa, per ridurre gli acari della polvere, è utile mantenere gli ambienti puliti e ben ventilati, lavare frequentemente la biancheria ad alte temperature e utilizzare coperture antiacaro per materassi e cuscini. Anche l’arredamento della camera da letto dovrebbe essere essenziale e facilmente pulibile, riducendo tappeti e tessuti che possono trattenere allergeni. 

Nel caso di allergie alimentari, è fondamentale leggere con attenzione le etichette dei prodotti, evitare contaminazioni accidentali e informare sempre scuola, familiari e chi si prende cura del bambino. Nei casi a rischio, è importante avere con sé i farmaci prescritti dal medico e sapere come utilizzarli. 

Per quanto riguarda le allergie a farmaci o punture di insetti, è utile segnalare sempre eventuali reazioni precedenti al pediatra e agli operatori sanitari, e prestare particolare attenzione durante le attività all’aperto, soprattutto nei mesi più caldi. 

AsmAllergia Bimbi

AsmAllergia Bimbi è un’associazione di genitori nata per promuovere la conoscenza e la ricerca in ambito allergologico e per supportare le famiglie di bambini allergici e asmatici. Da anni si impegna non solo a migliorare le cure, ma anche ad aumentare la consapevolezza su patologie sempre più diffuse.

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