È stato inaugurato oggi, alla presenza del Presidente della regione Emilia Romagna Michele de Pascale, del sindaco del Comune di Bologna Matteo Lepore, del Rettore dell'Università di Bologna Giovanni Molari, dell'Assessore alla salute della Regione Emilia Romagna Massimo Fabi e della direttrice del Policlinico Chiara Gibertoni, il nuovo Padiglione 26 dell'IRCCS Policlinico di Sant'Orsola, edificio che ospiterà le attività di Cardiologia, Endocrinologia e Diabetologia. Realizzato con un investimento di circa 12 milioni di euro di fondi PNRR in aggiunta ai fondi aziendali, per arredi e attrezzature. Sorge sull’area storicamente occupata dall’“Addarii”, già rinnovato e inaugurato al Padiglione 2. Così prosegue il percorso di crescita e sviluppo del Policlinico per 330 milioni di euro.
La nuova struttura di 3.500 metri quadrati, sviluppata su cinque livelli di cui 4 destinati agli utenti con 41 locali dedicati all’attività assistenziale e 5 stanze di Day Hospital, diventa il principale punto di accesso alle attività specialistiche delle tre discipline. Verranno erogate al suo interno 85.000 prestazioni all’anno, delle quali circa 47.000 visite e 450 interventi in Day Hospital.
Al Sant’Orsola conta anche ciò che non si vede: la nuova struttura è infatti collegata attraverso l’articolata rete di strade sotterranee agli altri Padiglioni. In particolare, il collegamento sotterraneo con l’adiacente Padiglione 23, con il quale condivide anche parte delle aree di attività, ovvero la Cardiologia, consentirà una sempre migliore movimentazione di persone e quindi pazienti ma anche personale.
All'interno del nuovo padiglione 26 si concentreranno le attività di Endocrinologia e Diabetologia e della Cardiologia. Queste ultime, grazie alla vicinanza con il Polo Cardio-Toraco-Vascolare del padiglione 23, diventano così sempre più centralizzate. La riorganizzazione degli spazi e la prossimità tra le diverse attività favoriranno lo sviluppo di modelli assistenziali innovativi e centrati sul paziente attraverso una collaborazione più stretta tra servizi e specialisti e una presa in carico integrata e continuativa. Il trasferimento di tutte le attività si completerà entro il mese di ottobre.
Tecnologie diagnostiche e biomedicali potenziate. Il trasferimento delle attività nel padiglione 26 è stato accompagnato da un investimento di 300.000 euro di fondi aziendali destinato al potenziamento delle tecnologie sanitarie e delle dotazioni assistenziali.
Tra le principali novità, una postazione dedicata all'esecuzione del “tilt test”, un esame che consente il monitoraggio continuo della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca durante il passaggio dalla posizione sdraiata a quella eretta, con un investimento di 90.000 euro.
L'investimento ha inoltre consentito di attrezzare i nuovi spazi con dotazioni dedicate ai pazienti che necessitano di particolari percorsi assistenziali, comprese le persone con obesità. Tra queste: lettini bariatrici, sistemi di sollevamento pazienti, poltrone dedicate e bilance ad alta portata, pensati per garantire maggiore comfort, sicurezza e qualità dell’assistenza.
Ma non solo: il progetto per la realizzazione del nuovo Polo ha previsto anche un impegno per recuperare e rigenerare tecnologie già presenti e all’avanguardia all’interno dei nuovi spazi.
Le nuove apparecchiature supporteranno le attività diagnostiche e di monitoraggio svolte nell'ambito della cardiologia, dell'endocrinologia e della diabetologia.
Attività. All'interno del padiglione 26 troveranno sede le attività dell’Endocrinologia e prevenzione e cura del diabete, guidate dal prof. Uberto Pagotto, che comprende due aree ambulatoriali: Area Ambulatoriale Endocrinologica ed Area Ambulatoriale Diabetologica. La prima, nella prima metà del 2026, ha già eseguito più di 14.000 prestazioni tra patologie tiroidee includenti ecografie, agoaspirazioni e termoablazioni, obesità, patologie surrenaliche, disfunzioni sessuali femminili, malattie delle parotidi e malattie neuroendocrine. Circa 10.000 sono invece le prestazioni erogate nello stesso periodo dall'area ambulatoriale di Diabetologia, tra le quali almeno 2000 dedicate al diabete tipo 1.
L'Endocrinologia e prevenzione e cura del diabete è centro di riferimento per le condizioni endocrine rare, facendo parte delle reti di riferimento europee (ERN) e sede della Scuola di Specialità di Endocrinologia e Malattie del Ricambio dell’Università di Bologna, e da anni inserita tra le eccellenze mondiali dell’Endocrinologia.
“Il nuovo Padiglione 26 ci consentirà di potenziare ancora di più il servizio offerto dalla Diabetologia e dall'Endocrinologia. L'unità di sede di attività, oggi distribuite in quattro diverse collocazioni del Policlinico, e la disponibilità del Day Hospital rafforzeranno la continuità di cura, permettendoci di costruire percorsi assistenziali che oltrepassano la possibilità della sola visita ambulatoriale e di sviluppare follow-up dedicati anche ai pazienti con patologie più gravi e complesse", commenta il prof. Uberto Pagotto, direttore dell’Endocrinologia e prevenzione e cura del diabete dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola.
Nel nuovo edificio saranno inoltre concentrate le attività ambulatoriali della Cardiologia, attualmente distribuite presso il padiglione 21. Nei nuovi spazi verranno concentrate le attività di elettrofisiologia, diagnostica strumentale non invasiva, laboratorio delle cardiomiopatie e il percorso dedicato all’ipertensione polmonare che solo nel 2026 hanno superato le 15.000 prestazioni. La concentrazione di queste attività in un’unica sede semplificherà l’accesso alle prestazioni promuovendo una presa in carico più coordinata e completa del paziente.
Numeri che rendono necessario disporre di spazi progettati per attività ad elevata intensità ambulatoriale e per una presa in carico continuativa delle persone con patologie croniche.
“Per chi lavora ogni giorno accanto ai pazienti, poter contare su spazi progettati attorno alle attività significa avere a disposizione un contesto più funzionale, sia per i professionisti sia per le persone che si affidano alle cure. Potenziare le attività ambulatoriali in una posizione così strategica permetterà inoltre di migliorare l'offerta delle prestazioni ed essere sempre più in ascolto delle necessità dei pazienti” commenta Emanuela Angeli, Direttrice del Dipartimento Malattie cardio-toraco-vascolare dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola.
Tutela e sviluppo del verde con il Comune di Bologna: un piccolo polmone sui Viali della Città. Il Progetto per la realizzazione del nuovo polo, in sinergia con il Comune di Bologna, ha una forte attenzione alla protezione e allo sviluppo del verde. Oltre alla tutela di un pino del cedro adiacente all’ingresso del Padiglione, durante tutte le fasi della demolizione della struttura precedente e della costruzione della nuova, è previsto dal progetto in corso di definizione anche la messa a dimora di 22 carpini piramidali e di circa 50 specie arbustive sul fronte della strada su viale Ercolani: così sarà possibile beneficiare di un piccolo polmone verde adiacente ai Viali della città, a integrazione dell’attenzione allo sviluppo di questo ambito come pilastro di tutti gli interventi edilizi del Policlinico.
Inoltre, sempre in ambito esterno e di verde, il progetto include iniziative di riqualificazione, che contribuiranno a migliorare la qualità ambientale del contesto ospedaliero. Queste sono sviluppate in collaborazione con l’Università di Bologna e l’approccio multidisciplinare e l’impiego di strategie di Service Design per elevare la qualità percepita dell’accoglienza e la fruizione degli spazi ospedalieri.
Accoglienza, orientamento e umanizzazione degli spazi. Oltre agli spazi sanitari, il progetto ha interessato anche le aree dedicate all'accoglienza e all’umanizzazione. Le sale d'attesa sono state progettate secondo i principi di universal design, definendo un sistema di colori, arredi e segnaletica volto a facilitare l'orientamento e l’accessibilità di pazienti e accompagnatori, in coerenza con il sistema generale diwayfinding. L’intervento è stato sostenuto dal Rotary Club di Bologna con una donazione di 15 mila euro per l’umanizzazione delle sale d’attesa.
Con il nuovo padiglione 26 il Policlinico aggiunge un nuovo tassello al proprio percorso di trasformazione: non solo un edificio sicuro e moderno, ma un nuovo punto di riferimento per migliaia di pazienti che ogni anno accedono agli ambulatori specialistici, progettato per rendere più semplice orientarsi, raggiungere i servizi e vivere l'esperienza di cura.
Un maxi piano di rinnovamento per il Sant'Orsola. Il Policlinico Sant’Orsola di Bologna è al centro di un importante piano di rinnovamento e sviluppo, del valore complessivo di circa 330 milioni di euro, che prevede numerosi interventi per rendere gli spazi di cura, ricerca e accoglienza più moderni ed efficienti.
Il progetto comprende la realizzazione di nuove strutture e il potenziamento di molte altre, con un’attenzione storica e sempre maggiore alla dotazione tecnologica e agli arredi, nonché a una visione complessiva e più del Sant’Orsola come vera e propria “città nella città”, capace di mettere in relazione assistenza sanitaria, ricerca, innovazione, formazione e servizi. Creando quindi percorsi e spazi che rispondono alle esigenze di tutte le persone, lavoratori, cittadini, caregiver e studenti che ogni giorno popolano gli ampi spazi da viale Ercolani a via Pelagio Palagi. Un processo di trasformazione che punta a rinnovare progressivamente il Policlinico e a rafforzarne il ruolo di polo sanitario, scientifico e di ricerca di riferimento, sempre più integrato con la città e con le esigenze della comunità.
“Il Sant’Orsola continua a crescere e lo fa integrando, sempre di più, le migliori pratiche e professionalità ma soprattutto potendo contare sulla collaborazione fra le Istituzioni.– commenta Chiara Gibertoni, Direttrice Generale dell’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola – Questo padiglione rappresenta un ulteriore passo in avanti verso un’idea di ospedale in cui cittadini e professionisti si possano muovere in spazi pensati sulla base delle loro esigenze e possano usufruire di attività e servizi progettati a partire dalle persone. Ancora più importante perché parliamo di una struttura che accoglierà attività ambulatoriali: dunque fortemente frequentata ogni giorno. In questo contesto – prosegue Gibertoni - si integra un’attenzione all’esterno delle strutture che va di pari passo alla realizzazione delle stesse, affinché il verde sia sempre di più un elemento caratteristico del Policlinico”.
“Anche grazie ai fondi del Pnrr stiamo cambiando volto alla sanità pubblica dell’Emilia-Romagna – sottolinea Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna – questa struttura, moderna, funzionale, a misura di paziente, rappresenta meglio di mille parole la direzione dei percorsi di cura che abbiamo intrapreso e punta dritto alla qualità e all’attenzione alle persone. Lavoriamo per una
sanità pubblica capace di coniugare l’eccellenza della ricerca e della specializzazione con un’assistenza sempre più organizzata intorno ai bisogni del paziente, perché innovare un ospedale non significa soltanto costruire nuovi muri, ma costruire nuovi modi di curare, di accompagnare le persone e di lavorare insieme. In questo – rimarca il presidente – il Sant’Orsola rappresenta un perno fondamentale della nostra rete regionale: un punto di riferimento non solo per Bologna e per l’Emilia-Romagna, ma per il sistema sanitario e scientifico nazionale e internazionale”.
“Strutture di questo livello ci consentono di alzare ancora di più l’asticella della qualità delle cure – aggiunge Massimo Fabi, Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna – a maggior ragione in ambiti complessi come la Cardiologia o la Diabetologia. Potenziare la rete ad alta complessità per le specialistiche ambulatoriali significa, infatti, investire nella capacità del Servizio sanitario regionale di affrontare le sfide della sanità di oggi e di domani e rafforzando la rete pubblica, mettiamo a disposizione dei cittadini competenze, tecnologie e professionalità di livello elevato, garantendo appropriatezza, qualità e continuità delle cure. La direzione che vogliamo seguire è chiara – prosegue l’assessore – non una semplice crescita dell’offerta, ma una rete più forte, organizzata e integrata, capace di valorizzare le competenze presenti nelle nostre Aziende sanitarie e di mettere in relazione i diversi livelli dell’assistenza. L’obiettivo è fare in modo che la complessità non sia un ostacolo all’accesso, ma una risorsa del sistema pubblico a disposizione dei cittadini”.
“Il Sant’Orsola è uno dei luoghi nei quali Bologna dimostra ogni giorno il valore della sanità pubblica e della sua capacità di essere eccellenza, cura, ricerca e innovazione. Difendere e rafforzare questo patrimonio significa investire nel futuro della città e nel diritto delle persone a trovare qui cure di qualità – commenta Matteo Lepore, Sindaco del Comune di Bologna. – In questi anni il Sant’Orsola è stato interessato da una trasformazione profonda, attesa dalla città da decenni. Il nuovo Padiglione 26 è una delle opere che rendono visibile questo cambiamento, insieme ai tanti cantieri conclusi, a quelli in corso e ai nuovi interventi già finanziati. Parliamo di un piano complessivo da circa 330 milioni di euro che sta rinnovando progressivamente gli spazi della cura, della ricerca e dell’accoglienza. – prosegue il Sindaco – Il Sant’Orsola sta diventando sempre più una realtà strategica nel cuore di Bologna: un luogo nel quale assistenza, ricerca, formazione e innovazione convivono e producono valore per tutta la comunità. È una trasformazione che riguarda l’ospedale, ma anche la città che lo circonda e il suo rapporto con l’Università, con la ricerca e con il sistema sanitario pubblico. Questo è il Sant’Orsola che Bologna aspettava: più moderno, più accogliente, più integrato con la città e capace di guardare al futuro senza perdere la sua funzione fondamentale, quella di essere un grande presidio pubblico al servizio di tutte e tutti”.
“I nuovi ambulatori rafforzano l’integrazione tra assistenza, formazione e ricerca che caratterizza la collaborazione tra Università di Bologna e Sant’Orsola. – commenta Giovanni Molari, Magnifico Rettore dell’Università di Bologna – Offriranno nuove opportunità per studiare le strategie terapeutiche e i percorsi di cura più efficaci per un numero crescente di pazienti con patologie croniche, contribuendo a spostare parte delle attività di ricerca sul territorio. Per gli specializzandi, saranno un luogo prezioso in cui imparare a seguire nel tempo persone con più patologie, oltre il singolo episodio di cura, e a collaborare tra discipline per rispondere a bisogni assistenziali complessi. In questi spazi, la formazione dei futuri specialisti si unirà alla produzione di conoscenze capaci di migliorare la qualità di vita dei pazienti”.


