Giornalista dell’agenzia Ansa e scrittore, Alessandro Carlini ci parla di una malattia lunga 30 anni e della rinascita grazie a un doppio trapianto di cuore e rene.
Giovedì 18 giugno alle 18, Aula Magna Dermatologia, padiglione 29 Policlinico di Sant'Orsola.
Non una semplice cronaca di guarigione, ma il racconto di una sinergia tra il percorso di rinascita profonda dopo il trapianto e lo sguardo rigoroso del medico. Una storia che vale la pena conoscere: quella di un ragazzo che a 12 anni inizia a soffrire di scompenso cardiaco e a 50 anni si trova a salire a 3500 metri con un cuore e un rene nuovo, visto che nel frattempo la malattia ha compromesso anche quello. Per chi subisce un doppio trapianto non è un esito scontato, anzi è straordinario. È un messaggio di resilienza e consapevolezza che va oltre il semplice racconto sportivo per diventare una testimonianza di trasformazione interiore e di valore collettivo.
Insieme a Carlini Luciano Potena, cardiologo e responsabile del Programma Trapianti del Policlinico e Livio Picchetto, Neurologo e Vicepresidente della commissione Medica Centrale del Cai. Perché accanto alla narrazione autobiografica, emerge inevitabilmente anche lo sguardo del medico, che legge questa storia non solo come esperienza individuale, ma anche come evoluzione clinica, dove il paziente racconta la fatica, il fiato corto, il limite, mentre la medicina riconosce parametri, adattamenti e segnali di progressione.
È nell’incontro tra queste due prospettive – quella vissuta e quella scientifica – che prende forma una comprensione più profonda della malattia e della cura.
Partecipano all'incontro la direttrice generale del Policlinico Chiara Gibertoni e la Presidentessa di Atcom Francesca Agostino.
Incontro realizzato in collaborazione con AIDO, ATCOM e CAI


