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SHIELD: un progetto europeo per contrastare le infezioni che causano il cancro

Focus

21 Luglio 2026

Equipe shield

Ogni anno oltre due milioni di persone in Europa sviluppano un tumore: di questi, un caso su otto è conseguente ad un'infezione.

Questo vuol dire che circa 250.000 casi di tumore ogni anno potrebbero essere evitati, prevenendo o trattando le infezioni che li sottendono. Per questo motivo, l'UE, nell'ambito del Piano europeo per la lotta contro il cancro, sta ora investendo nella prevenzione delle infezioni che possono portare allo sviluppo di neoplasie, facilitandone la vaccinazione, i test diagnostici ed i trattamenti.  

Stiamo parlando di infezioni come quella da Papillomavirus (HPV), epatite B e C, HIV ed altre. Molte di queste infezioni possono essere prevenute, diagnosticate precocemente e trattate in modo più efficace se i pazienti ricevono il giusto supporto in tempo. Ad esempio, il numero di donne affette da cancro cervicale è diminuito drasticamente in diversi paesi dopo l'inclusione del vaccino contro l'HPV nei programmi di vaccinazione infantile.

Il nuovo progetto europeo SHIELD (Strategies for Health Interventions to Eliminate Infection related Cancers) mira a rendere più accessibile la vaccinazione contro queste infezioni, così come i test diagnostici e, in caso di esito positivo dei test, i trattamenti. Il progetto è finanziato dall'UE con quasi 20 milioni di euro, è coordinato dal Centro di Eccellenza per la Salute, l'Immunità e le Infezioni (CHIP) del Rigshospitalet di Copenhagen, Danimarca e coinvolge 69 partner sparsi in venticinque paesi europei: tra i centri partecipanti è presente anche il Policlinico di Sant’Orsola IRCCS.

"Troppe persone sviluppano il cancro a causa di infezioni che avremmo potuto prevenire. La SHIELD Joint Action si concentrerà sulla garanzia che nessuno venga escluso dal sistema. In definitiva, si tratta di salvare vite umane e creare maggiore equità nella salute, superando i confini nazionali e le divisioni sociali", afferma Jens Lundgren, Professore di Malattie Infettive presso il Dipartimento di Medicina Clinica dell'Università di Copenaghen e del Rigshospitalet.

Il progetto SHIELD si impegnerà a garantire che più persone abbiano accesso alla vaccinazione contro l'HPV e l'epatite B e a migliorare l'individuazione e i test diagnostici per l'epatite B, l'epatite C, l'HPV, l'HIV e la tubercolosi.  

In molti paesi europei, i programmi di vaccinazione, test e trattamenti per queste infezioni sono già disponibili, ma esistono diverse barriere strutturali che impediscono alle persone di vaccinarsi o di ricevere il trattamento adeguato in tempi brevi, con il rischio che l'infezione si trasformi in cancro.  

Sebbene tutti i paesi dell'UE abbiano introdotto la vaccinazione contro l'HPV per le adolescenti, ci sono grandi differenze nel numero di ragazze quindicenni effettivamente vaccinate contro l'HPV nei diversi paesi europei. La percentuale varia infatti dal 7 al 96%, ma non supera il 50% in un paese su quattro.

Sviluppare nuovi modelli preventivi, diagnostici e terapeutici grazie al progetto tramite studi pilota e documentazione di esempi virtuosi sul territorio europeo aiuterà i paesi partecipanti a pianificare programmi di prevenzione e vaccinazione più efficaci, più accessibili, più inclusivi ed economicamente vantaggiosi. A lungo termine questo progetto contribuirà in modo sostanziale alla prevenzione di un alto numero di tumori correlato a infezioni.  

Inoltre, il progetto mira a:

  • supportare i paesi nell'eliminazione dello stigma e della discriminazione legati all'HIV, alle epatiti virali, alla tubercolosi e alle malattie sessualmente trasmissibili (IST), come strategia per aumentare la prevenzione, i test e il trattamento di queste infezioni;
  • formare educatori e operatori sanitari per evitare lo stigma nell’assistenza e nel trattamento;
  • sviluppare informazioni migliori e più accessibili sulla prevenzione ed il trattamento per la popolazione, compresi i gruppi più vulnerabili
  • rafforzare il monitoraggio della copertura vaccinale, soprattutto tra i gruppi vulnerabili;
  • migliorare e personalizzare la prevenzione, i test ed il trattamento nei contesti sanitari, sociali e penitenziari
  • raccogliere e condividere esperienze e buone pratiche in tutta Europa affinché le persone ricevano servizi migliori e più uniformi, indipendentemente da dove vivano.

Il progetto è stato avviato il 15–16 dicembre 2025, quando il Rigshospitalet di Copenaghen, ha ospitato l’incontro inaugurale europeo con la partecipazione di numerosi partner ed esperti nei settori clinici, della sanità pubblica, della politica e della comunità, con interventi di apertura del Commissario europeo per la Salute e il Benessere animale, Olivér Várhelyi, e della Ministra della Salute danese, Sophie Løhde.  

L'Impegno del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS. Tra i centri italiani coinvolti nel progetto SHIELD, il Policlinico di Sant’Orsola IRCCS partecipa con i team della Gestione Clinica delle Emergenze Epidemiologiche, diretto da Luciano Attard (responsabile locale del progetto), e delle Malattie infettive, coordinato dal prof. Pierluigi Viale. Il contributo del centro si concentra sia sull’analisi delle barriere che ostacolano l’accesso alla prevenzione, inclusi stigma e discriminazione, sia sullo sviluppo e la valutazione di strategie vaccinali per prevenire tumori legati a infezioni, come quelli correlati a epatite B e Papillomavirus.

Il Policlinico di Sant’Orsola IRCCS è impegnato da anni nel rafforzamento della copertura vaccinale in alcune categorie di pazienti, attraverso il progetto “Ospedale che vaccina”, un modello organizzativo innovativo che prevede l’integrazione dell’offerta vaccinale direttamente nei percorsi di cura, in particolare per le persone più fragili; l’ “Ospedale che vaccina” è un’esperienza già consolidata e rappresenta una buona pratica da valorizzare e diffondere anche a livello europeo, in quanto modello replicabile per migliorare accesso e adesione alle strategie preventive.

DATI su SHIELD (Strategies for Health Interventions to Eliminate Infection related Cancers) Joint Action

  • Durata: fino al 31 ottobre 2028.
  • Partecipanti: 69 partners di 25 Paesi. Dall’UE/SEE: Danimarca (coordinatore), Belgio, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia. Da Paesi non UE/SEE: Bosnia-Erzegovina, Moldova, Norvegia, Ucraina.
  • Budget totale di 25 milioni di euro, di cui quasi 20 milioni finanziati dall’Unione europea.

https://shield.chip.dk/

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