Molti disrafismi spinali (soprattutto i più gravi, come il mielomeningocele o il lipomielomeningocele) vengono diagnosticati già durante la gravidanza attraverso l’ecografia. In caso di diagnosi può essere eseguita anche una risonanza magnetica fetale per raccogliere informazioni più approfondite sul difetto e stabilire l’iter terapeutico.
Le forme più lievi vengono invece diagnosticate dopo la nascita a partire da un’attenta valutazione dei sintomi e dei segni visibili sulla schiena del neonato. La spina bifida occulta e la diastematomielia, ad esempio, possono essere sospettate in presenza di irregolarità della cute a livello della colonna vertebrale (ciuffi di peli, fossette, differenza di pigmentazione della cute). È importante specificare che questi segni non indicano necessariamente la presenza di un disrafismo spinale: la diagnosi va dunque accertata attraverso l’esecuzione di esami di imaging (ecografia o risonanza magnetica).
Grande ruolo ha la diagnostica neurourologica della funzione vescicale, che permette di identificare precocemente un danno nervoso. In base all’interpretazione dell’esame urodinamico, infatti, viene stabilito se operare e quando determinate malattie, e, nel post operatorio, la eventuale necessità di ulteriori interventi.