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Fibrobroncoscopia

La fibrobroncoscopia è un esame diagnostico che permette di visualizzare in tempo reale le condizioni delle vie aeree, e in particolare della laringe, della trachea e dell’albero bronchiale. Per ottenere questo risultato si utilizza il broncoscopio, un dispositivo formato da un tubicino sottile e flessibile munito di telecamera. Tale strumento viene delicatamente inserito attraverso la bocca o il naso del paziente e da lì guidato lungo le vie aeree. La procedura viene eseguita in anestesia locale, dura in media una decina di minuti e in alcuni casi prevede anche il prelievo di un campione di tessuto da analizzare in laboratorio (biopsia). L’introduzione del broncoscopio non compromette la respirazione e di solito il paziente avverte solo un lieve disagio.

Flebografia

Il termine flebografia indica lo studio delle vene mediante l’iniezione di un mezzo di contrasto iodato in una vena periferica. Nella maggior parte dei casi quest’esame viene prescritto per valutare le condizioni del sistema vascolare degli arti inferiori e della vena cava inferiore. Di fatto la flebografia consiste in un particolare tipo di radiografia. L’acquisizione di un “filmato a raggi X durante l’iniezione del mezzo di contrasto all’interno delle vene consente di opacizzare e perciò meglio studiare dinamicamente i distretti vascolari, permettendo di distinguere con maggiore chiarezza le strutture anatomiche normali da quelle malate. Al termine dello studio viene rimosso il tubicino utilizzato per iniettare il mezzo di contrasto e sul punto d’accesso viene posizionato un piccolo tampone fissato con una garza, come avviene normalmente dopo un prelievo di sangue.

Fluorangiografia e Indocianografia

L’angiografia è un esame utile a visualizzare e fotografare dettagliatamente i vasi sanguigni del fondo oculare, e pertanto rientra tra gli strumenti di diagnosi delle patologie vascolari dell’occhio. Si tratta di un esame invasivo (seppur ad un livello minimo) in quanto prevede l’utilizzo di un colorante, solitamente somministrato per via endovenosa. Il colorante utilizzato cambia a seconda della struttura oculare da analizzare. Se si tratta della retina viene utilizzata la fluorescina, mentre per la coroide la scelta del mezzo di contrasto ricade sul verde indocianina. Il colorante da poi il nome all’esame: rispettivamente fluorangiografia e indocianografia. La procedura è piuttosto semplice e dura all’incirca un quarto d’ora: immesso nel circolo sanguigno attraverso le vene di un braccio, il colorante raggiunge in pochi secondi i vasi dell’occhio. A questo punto attraverso uno strumento particolare, l’angiografo, si illumina l’occhio in modo da far risaltare il colorante e ottenere così un immagine dettagliata dei vasi sanguigni del fondo oculare.

Holter metabolico

La valutazione del dispendio energetico totale (TTE, dall’inglese “Total Energy Expenditure”) è un test diagnostico che prevede l'impiego di un apposito bracciale. Tale dispositivo, che deve essere indossato per più giorni, è capace di misurare il dispendio energetico totale durante le comuni attività della giornata (ludica, lavorativa, sportiva, etc). Il bracciale va posizionato nella parte alta del braccio (punto medio dell’omero): deve essere sufficientemente stretto in modo da consentire l’adesione delle placchette di metallo del dispositivo alla cute, ma non tanto da impedire la circolazione del sangue. Il dispositivo non è dotato di un tasto per l’accensione: si “accende” automaticamente quando inizia a raccogliere i dati dal corpo, così come si “spegne” automaticamente quando il bracciale si allenta. Il segnale di “accensione” e di “spegnimento” è costituito da una vibrazione associata ad un segnale sonoro. Il dispositivo non deve essere bagnato: per fare il bagno o doccia lo si può togliere e rimettere al termine. Inoltre non deve essere sottoposto a radiazioni: in caso di esami radiologici (RX, TAC etc) lo si può togliere e rimettere al termine.

HPV test

Il test HPV è un esame che permette di individuare la presenza del virus HPV (anche conosciuto come Papilloma virus) a medio-alto rischio, e che rientra quindi nell’iter per la diagnosi precoce del tumore della cervice uterina. Dei 100 tipi di Papilloma virus ad oggi conosciuti, infatti, circa una decina sono strettamene correlati con l’insorgenza del carcinoma. Tali tipologie, definite “a medio-alto rischio”, possono portare alla comparsa di displasie che, con il passare del tempo, evolvono nel tumore vero e proprio. Per questo motivo, la diagnosi del virus HPV assume una fondamentale importanza soprattutto a scopo preventivo. Per quanto riguarda la procedura, l’HPV test risulta molto simile ad un altro fondamentale esame di screening, il Pap test, ed è quindi piuttosto semplice, veloce e indolore. Il ginecologo utilizza un apposito strumento, lo speculum, per dilatare leggermente la vagina, ed esegue poi il prelievo con una spatola e un bastoncino cotonato. Una volta raccolto, il campione viene depositato in un liquido e inviato in laboratorio per l’analisi.

Immunofenotipo

L’immunofenotipo è un test di laboratorio che consente di controllare alcune caratteristiche dei globuli bianchi, le cellule sanguigne che difendono l’organismo dagli attacchi di agenti esterni e potenzialmente pericolosi. Dal punto di vista del paziente, il test è identico ad un normale prelievo ematico. Dopo aver accuratamente disinfettato il braccio del paziente, infatti, il personale medico provvede ad inserire l’ago per il prelievo in una vena, estraendo alcune provette di sangue. Tali campioni vengono quindi inviati in laboratorio per l’analisi al microscopio. Al pari di un comune esame del sangue, il prelievo può essere fastidioso o provocare disagio nei pazienti particolarmente sensibili all’uso di aghi. In ogni caso la procedura non è dolorosa e dura pochi minuti.

Immunofluorescenza cutanea diretta

L’immunofluorescenza cutanea diretta è una metodica che viene eseguita attraverso una biopsia cutanea con lo scopo di evidenziare l’eventuale deposito di anticorpi sul tessuto del paziente. La biopsia cutanea consiste nel prelievo di una piccola porzione di cute che presenta la lesione, al fine di analizzarne le caratteristiche. Il campione viene adeguatamente trattato in laboratorio e osservato al microscopio per mettere in evidenza eventuali alterazioni che aiutano il clinico nella formulazione della diagnosi. Non è doloroso in quanto prevede l’esecuzione preventiva di una anestesia locale.

Isteroscopia diagnostica

L’isteroscopia è una tecnica endoscopica che permette di visualizzare le pareti interne dell’utero. Per quanto riguarda l’isteroscopia diagnostica, in particolare, si tratta di un esame mini-invasivo che prevede l’introduzione per via vaginale di un apposito strumento munito di telecamera (l’isteroscopio). Una volta raggiunto l’utero, tale dispositivo (dalla forma sottile e allungata, simile a un piccolo tubicino) rilascia anidride carbonica o soluzione fisiologica per distendere le pareti dell’organo. Questo passaggio, necessario per osservare meglio le condizioni dell’utero, può provocare crampi lievi (simili a quelli avvertiti durante il ciclo mestruale), ma in genere l’esame non è particolarmente doloroso. In totale, l’isteroscopia diagnostica richiede dai 10 ai 15 minuti. In alcuni casi durante l’esame viene eseguita anche una biopsia dell’endometrio, che consiste nel prelievo di un campione di mucosa per l’esame istologico

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