In condizioni normali il ciclo di vita dei globuli rossi dura all’incirca quattro mesi, trascorsi i quali queste cellule vengono rimosse dal sangue. Nei pazienti affetti da anemie emolitiche, tuttavia, tale periodo è più breve, e il globulo rosso viene distrutto prematuramente. La condizione patologica insorge quando il midollo osseo (il tessuto spugnoso responsabile della produzione delle cellule sanguigne) non riesce a tenere il ritmo e a sostituire prontamente i globuli morti. In questi casi, infatti, la quantità di cellule sane cala progressivamente, dando origine ai primi disturbi.
I sintomi sono simili a quelli delle altre forme di anemia, e comprendono sensazione di debolezza e stanchezza, eccessivo affaticamento in seguito a uno sforzo, vertigini, pallore. Le manifestazioni cliniche della patologia dipendono in ogni caso dalla velocità di distruzione dei globuli rossi: nei casi più gravi il paziente può essere colpito anche da ittero (colorazione giallastra della pelle e degli occhi), febbre e dolori addominali, mentre in presenza di una patologia cronica le conseguenze si presentano sul lungo periodo e includono anomalie scheletriche, splenomegalie e epatomegalie (ingrossamento della milza e del fegato) e litiasi biliare.