Gli ormoni sopra citati vengono prodotti dai surreni (due piccole ghiandole poste sopra i rispettivi reni) e dall’ipofisi, e hanno un ruolo importante nella regolazione della pressione arteriosa. Di conseguenza, la produzione eccessiva di queste sostanze sconvolge l’equilibrio pressorio, portando allo sviluppo di una condizione di ipertensione. Nella maggior parte dei casi i pazienti affetti da ipertensione endocrina presentano valori di pressione sistolica maggiori di 140 mmHg e valori di pressione diastolica pari o superiori a 90 mmHg.
I sintomi tipici variano in base al tipo di ormone responsabile di questa condizione clinica. L’ipertensione endocrina da catecolamine (adrenalina e noradrenalina), ad esempio, si manifesta sotto forma di sudorazione, frequenti mal di testa e palpitazioni, talvolta associati a stati d’ansia e pallore. L’eccesso di produzione del cortisolo, invece, è legato ad altri disturbi di origine endocrina, come una condizione di obesità, di irsutismo, formazione di calcoli renali, diabete e irregolarità del ciclo mestruale. L’ormone della crescita può causare problemi ai muscoli e alle giunture, mal di testa e disturbi alla vista. Infine, l’ipertensione endocrina da aldosterone non presenta sintomi specifici: in alcuni casi, tuttavia, può associarsi alla riduzione dei livelli di potassio e, se non viene trattata per tempo, può provocare un aumento di volume del cuore.