In cosa consiste
La PET (sigla che viene dall’inglese “Positron Emission Tomography”, ovvero Tomografia a emissione di positroni) è una tecnica diagnostica per immagini che fornisce informazioni importanti sul funzionamento di tessuti e organi del copro. Si basa sulla somministrazione di un tracciante radioattivo, che in genere è composto da una sostanza normalmente presente nell’organismo (ad esempio il glucosio) marcata con una molecola radioattiva. Tali radiofarmaci sono caratterizzati dall’emissione di positroni, particelle che vengono rilevate da un apposito macchinario (il tomografo), e si concentrano nelle aree del corpo caratterizzate da alti livelli di attività chimica. La procedura è piuttosto semplice ma richiede almeno un paio d’ore per essere completata. Per prima cosa si procede con la somministrazione del tracciante radioattivo, solitamente per via endovenosa. È quindi necessario attendere dai 30 ai 60 minuti affinché il radiofarmaco venga completamente assorbito e si distribuisca nell’organismo. Una volta completate le procedure di preparazione, che includono anche la spogliazione da eventuali oggetti metallici (collane, orecchini, anelli), il paziente viene invitato a distendersi sul letto del macchinario per poi essere introdotto all’interno del tomografo. Nel corso delle scansioni, deve cercare di rimanere il più immobile possibile, in modo da facilitare l’acquisizione di immagini nitide e non sfocate. L’esame è assolutamente indolore ma può provocare qualche disagio, soprattutto per chi soffre di claustrofobia.

