La leucemia mieloide cronica è caratterizzata da un’evoluzione molto lenta, a tal punto che possono passare anche diversi anni prima della comparsa dei sintomi. In particolare, si distinguono tre diverse fasi della malattia:
Fase cronica. Questo primo stadio della patologia può durare anche diversi mesi o anni, ed è caratterizzato dalla presenza piuttosto contenuta di cellule tumorali nel sangue e nel midollo osseo. In questa fase raramente la leucemia mieloide si manifesta con sintomi significativi.
Fase accelerata. Questo secondo stadio si caratterizza invece per un aumento delle cellule tumorali e per una contemporanea diminuzione del numero di cellule sane. In genere i primi sintomi compaiono in questa fase.
Fase blastica. Il terzo e ultimo stadio della patologia è definito anche con il termine di “crisi blastica”, in quanto i blasti (le cellule tumorali) si accumulano, in alcuni casi dando origine a masse tumorali nelle ossa, nei linfonodi, nel fegato e nella milza. Tale fase si caratterizza in genere per una resistenza ai trattamenti farmacologici e per la manifestazione dei sintomi più gravi.
Nella maggior parte dei casi la leucemia mieloide cronica viene diagnosticata (in maniera casuale o in seguito ad un controllo specifico) durante la prima fase, senza che il pazienta abbia lamentato alcun fastidio. Quando presenti, in ogni caso, i sintomi sono piuttosto generici, e comprendono febbricola, debolezza, sudorazione eccessiva soprattutto nelle ore notturne, perdita di peso e appetito, dolore (alle ossa, alle articolazioni e nel basso addome), sanguinamenti, colorito pallido della pelle e frequente comparsa di infezioni. Nelle fasi più avanzate della malattia, inoltre, si può verificare anche un aumento del volume della milza (condizione conosciuta con il nome di “splenomegalie”) o del fegato.