Nei tratti di apparato gastrointestinale interessati dalla patologia si sviluppano lesioni dei tessuti (le ulcere intestinali). Tali ferite possono anche allargarsi e estendersi in profondità, arrivando a causare restringimenti (stenosi intestinali) o addirittura a bucare l’intestino. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’infiammazione se non trattata per tempo colpisce la parete intestinale in tutto il suo spessore, e può portare alla formazione di aderenze con gli organi circostanti.
Il morbo di Crohn è una malattia cronica, ed è quindi caratterizzata da uno decorso lento e graduale che persiste nel tempo. In genere si alternano fasi di riacutizzazione, durante le quali i disturbi si manifestano in maniera più intensa, a fasi di remissione, nel corso delle quali i sintomi sono lievi o del tutto assenti.
Il quadro clinico è molto variabile e dipende dalla gravità della patologia e da quali tratti dell’apparato gastrointestinale vengono interessati dall’infiammazione. Tra i sintomi più ricorrenti del morbo di Crohn ritroviamo la diarrea cronica (che persiste per diverse settimane, anche con tre o quattro scariche al giorno), vomito, crampi e dolori addominali, perdita improvvisa e apparentemente inspiegabile di peso e presenza di sangue o muco nelle feci. In molti casi la prima manifestazione della malattia è costituita dalla febbre, e a volte possono comparire anche stanchezza, dolori articolari, perdita dell’appetito e rossore degli occhi.
I sintomi, in ogni caso, variano molto a seconda delle sedi e della gravità dell’infiammazione, e spesso alternano periodi di particolare intensità a momenti più lievi.