In condizioni normali le cellule del sangue vengono prodotte dal midollo osseo attraverso un processo che prende il nome di emopoiesi. Al termine di diverse fasi di maturazione e diversificazione, infatti, le cellule staminali ematopoietiche danno origine ai globuli rossi, ai globuli bianchi e alle piastrine.
Nei pazienti affetti da trombocitemia, tuttavia, questo processo non si sviluppa correttamente. Il midollo osseo, infatti, produce una quantità abnorme di piastrine, nella maggior parte dei casi immature e quindi incapaci di funzionare correttamente. L’eccessiva diffusione di cellule neoplastiche può determinare la comparsa di trombi (coaguli di sangue che possono ostruire il vaso e bloccare il flusso ematico) ed emorragie.
La trombocitemia può rimanere a lungo asintomatica, ossia restare “silente” per diverso tempo. La proliferazione delle piastrine è infatti progressiva e graduale, e raramente provoca disturbi significativi nelle prime fasi. Quando presenti, i sintomi variano in base al distretto corporeo in cui si sviluppano i trombi. Nella maggior parte dei casi tali disturbi si manifestano sotto forma di mal di testa, disturbi visivi, eccessiva sensibilità alla luce, sensazione di bruciore allamani e ai piedi, vertigini e svenimenti. Il paziente, inoltre, può essere soggetto a frequenti emorragie (ad esempio perdite di sangue dal naso, dalle gengive o nelle feci e comparsa di lividi sulla cute).
Nei casi più gravi, quando i trombi si formano nei vasi sanguigni che irrorano il cervello, la trombocitemia provoca un’ischemia, un ictus o un infarto del miocardio. Raramente nell’elenco dei sintomi figurano anche febbre, sudorazione eccessiva soprattutto nelle ore notturne e perdita di peso.